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Non rassegniamoci alle divisioni

· All’udienza generale il Papa parla del cammino verso l’unità dei cristiani ·

E ringrazia il Signore per la prima comunione ricevuta settant’anni fa

Non rassegnarsi alle divisioni. È la consegna che Papa Francesco ha affidato a tutti i cristiani durante l’udienza generale di mercoledì 8 ottobre. Continuando la catechesi sulla natura e la bellezza della Chiesa, davanti agli oltre trentamila fedeli presenti in piazza San Pietro, il Pontefice ha ricordato le divisioni presenti tra quanti condividono la fede in Cristo. «Molti — ha detto — si sono rassegnati a questa divisione, che nel corso della storia è stata spesso causa di conflitti e di sofferenze»; ma, ha domandato, «siamo anche noi rassegnati, se non addirittura indifferenti? Oppure crediamo fermamente che si possa e si debba camminare nella direzione della riconciliazione e della piena comunione?».

La risposta non può che essere affermativa, ha spiegato Papa Francesco, sebbene si sia detto consapevole che «la Chiesa è tentata dal maligno, che cerca di dividerla». Infatti «in un modo o nell’altro, dietro queste lacerazioni ci sono sempre la superbia e l’egoismo, che sono causa di ogni disaccordo e che rendono intolleranti, incapaci di ascoltare e di accettare chi ha una visione o una posizione diversa dalla nostra».

Due gli strumenti per combattere queste tentazioni di divisione: primo, non far «mancare la preghiera, in continuità e in comunione con quella di Gesù». Secondo, «una rinnovata apertura», per «non chiuderci al dialogo e all’incontro», e invece «cogliere tutto ciò che di valido e di positivo ci viene offerto anche da chi la pensa diversamente da noi o si pone su posizioni differenti». Perché, in definitiva, tutti i cristiani hanno «qualcosa in comune: tutti crediamo in Gesù e tutti camminiamo insieme, siamo in cammino». Da qui l’esortazione conclusiva del Papa: «Aiutiamoci l’un l’altro, camminiamo insieme, pregando l’uno per l’altro e facendo opere di carità. E così facciamo la comunione in cammino». Infine, proprio parlando di comunione, il vescovo di Roma ha confidato un ricordo personale. «Oggi — ha detto — io sono tanto grato al Signore perché sono settant’anni che ho fatto la Prima Comunione».

Successivamente, salutando i vari gruppi linguistici presenti, Papa Francesco ha rinnovato l’invito a pregare per il Sinodo dei vescovi, in corso in questi giorni, auspicando un particolare «sostegno alle famiglie spesso ferite e provate in molti modi».

Quindi ha anche ringraziato i promotori della Giornata europea per la donazione di organi, che si celebra l’11 ottobre, definendo il loro impegno una «forma peculiare di testimonianza di amore al prossimo», ma auspicando al tempo stesso che si salvaguardi sempre «la certezza della morte del donatore» e vengano evitati comunque «abusi, traffici e compravendita». 

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17 ottobre 2019

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