Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Non principi ma servitori

· Nella quarta creazione cardinalizia del pontificato ·

Il Papa denuncia il silenzio complice nel quale i cristiani vengono discriminati e perseguitati

Gesù «non vi ha chiamati a diventare “principi” nella Chiesa», ma «a servire come lui e con lui. A servire il Padre e i fratelli». A questo duplice servizio ha fatto riferimento Papa Francesco nell’allocuzione rivolta ai cinque nuovi cardinali creati nel concistoro presieduto mercoledì pomeriggio, 28 giugno, nella basilica vaticana.

Alla vigilia della solennità dei santi Pietro e Paolo, il Pontefice ha presieduto il suggestivo rito con l’imposizione della berretta e la consegna dell’anello ai porporati, al termine del quale ha voluto accompagnarli a salutare personalmente il Papa emerito Benedetto XVI.

In precedenza, commentando il brano tratto dal vangelo di Marco (10, 32-45), Francesco ha commentato il significato della frase «Gesù camminava davanti a loro», evidenziando come, lungo il cammino che lo conduceva a Gerusalemme e quindi verso la croce, i suoi discepoli — nel caso specifico Giovanni e Giacomo — fossero «distratti da interessi non coerenti con la “direzione” di Gesù, con la sua volontà». Insomma, ha osservato Francesco, non guardavano «la realtà».

Da qui l’invito rivolto ai nuovi porporati a non perdere di vista la realtà del mondo in cui si vive, quelle realtà rappresentate dagli «innocenti che soffrono e muoiono per le guerre e il terrorismo», dalle «schiavitù che non cessano di negare la dignità anche nell’epoca dei diritti umani», dai «campi profughi che a volte assomigliano più a un inferno che a un purgatorio», dallo «scarto sistematico di tutto ciò che non serve più, comprese le persone». Per il Papa infatti i cardinali sono chiamati ad affrontare con lo stesso atteggiamento di Cristo «il peccato del mondo e le sue conseguenze nell’umanità di oggi. Seguendo lui, — ha concluso — anche voi camminate davanti al popolo santo di Dio, tenendo fisso lo sguardo alla Croce e alla Risurrezione del Signore».

L’indomani mattina un’esortazione a rinnovare la scelta di fede sull’esempio dei patroni di Roma è stata rivolta dal Pontefice ai pastori e ai fedeli che hanno partecipato alla messa per la solennità del 29 giugno, durante la quale ha benedetto i palli destinati a 36 arcivescovi metropoliti. All’omelia ha ripreso dalle letture della liturgia «tre parole essenziali per la vita dell’apostolo: confessione, persecuzione, preghiera». Infine a mezzogiorno, ha dedicato l’Angelus recitato con i numerosi fedeli riuniti in piazza San Pietro al «cammino comune» dei santi apostoli Pietro e Paolo, «due colonne, sulle quali poggia la costruzione visibile della Chiesa».

L’allocuzione durante il concistoro

L’omelia

L’Angelus

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE