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Non più solo
“cristiani della farina”

· A colloquio con un missionario italiano a Taiwan ·

Don Donato Contuzzi è da sette anni a Taipei, dove insegna italiano nella facoltà di lingue e culture straniere dell’Università cattolica Fu Jen e inoltre guida la parrocchia di San Paolo. Si tratta di una comunità medio-grande che conta quasi un migliaio di persone, «numeri relativi al mondo asiatico» specifica il sacerdote. È sorta a New Taipei, l’immensa periferia della capitale taiwanese che da sola, centro escluso, conta quattro milioni di abitanti. Le prime famiglie del movimento di Comunione e liberazione (Cl) sono arrivate qui agli inizi degli anni Novanta mentre la Fraternità san Carlo è giunta nel 2001. «Abbiamo iniziato insegnando all’università. Successivamente ci hanno affidato prima una parrocchia un po’ più piccola, dove viviamo tuttora, e poi una un po’ più grande, dove sono parroco, dedicata a san Paolo — spiega don Donato a «L’Osservatore Romano» — e infine seguo la piccola comunità di Cl. Qui adesso siamo in quattro sacerdoti stabili: oltre a me, Paolo è qui da diciassette anni, poi c’è Emanuele, qui da otto, e Antonio, da tre anni. A settembre arriverà Francesco. Il vescovo di Reggio Emilia - Guastalla, Massimo Camisasca, allora nostro superiore, ci ha invitato a venire qui come primo polo dell’Asia estrema. Un orizzonte ideale, per dare un respiro mondiale alla missione della fraternità», afferma, parlando dell’inizio del loro mandato.

di Elena Pelloni

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26 febbraio 2020

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