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Non più guerra in Siria

· Profondo dolore del Papa per l’assassinio del gesuita olandese Frans van der Lugt ·

«Per favore, tacciano le armi, si metta fine alla violenza! Non più guerra! Non più distruzione! Si rispetti il diritto umanitario, si abbia cura della popolazione bisognosa di assistenza umanitaria e si giunga alla desiderata pace attraverso il dialogo e la riconciliazione». È il nuovo «accorato appello» rivolto da Papa Francesco ai responsabili siriani e alla comunità internazionale affinché siano risparmiate ulteriori sofferenze alla martoriata popolazione del Paese mediorientale. Il Pontefice ha accompagnato l’invocazione della pace in Siria con l’invito alla preghiera rivolto ai fedeli presenti mercoledì mattina, 9 aprile, in piazza San Pietro per l’udienza generale, spinto anche dal suo profondo dolore per il brutale assassinio del padre Frans van der Lugt, confratello gesuita olandese di 75 anni, ucciso a Homs, in Siria, lunedì scorso. Il Papa lo ha ricordato come sacerdote e uomo che «ha sempre fatto del bene a tutti, con gratuità e amore, e perciò era amato e stimato da cristiani e musulmani».

È stata proprio l’uccisione del sacerdote che ha fatto riaccendere nel Santo Padre la preoccupazione per le popolazioni che ancora oggi soffrono e muoiono nel Paese mediorientale, per il quale ha chiesto ai fedeli riuniti in piazza la preghiera a Maria regina della pace.

Anche poco prima Papa Francesco, come di consueto, aveva coinvolto i presenti nella sua riflessione sulla sapienza, il primo dei sette doni dello Spirito Santo, oggetto, come da lui stesso annunciato, di un nuovo ciclo di catechesi. Il Pontefice ha precisato subito che, parlando di questa sapienza, non si deve confonderla con la «saggezza umana», che è semplicemente «frutto della conoscenza e dell’esperienza». La saggezza di cui si parla è quella descritta dalla Bibbia, ha spiegato il Pontefice, ricordando la richiesta del dono che re Salomone fece a Dio nel momento della sua incoronazione: «un cuore docile, che sappia distinguere il bene dal male». La sapienza «è proprio questa» ha precisato, cioè «la grazia di poter vedere ogni cosa con gli occhi di Dio».

Poi il vescovo di Roma ha cominciato a dialogare con i fedeli sul senso da dare alla saggezza nella vita quotidiana. «Non è un atteggiamento da “cristiano sapiente” litigare tra marito e moglie senza poi fare pace o sgridare con rabbia i propri figli» ha detto ricorrendo a due esempi di vita famigliare. «Se — ha domandato ai fedeli — una povera mamma, che sta a casa con i bambini, con uno che fa una cosa e intanto l’altro ne pensa un’altra, corre da una parte all’altra, si stanca e sgrida i suoi figli, quella è sapienza? No. Se li rimprovera con dolcezza, spiegando con tanta pazienza che quell’azione non si fa, questa è sapienza di Dio».

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16 luglio 2019

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