Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Non perdete la vostra anima

· «Témoignage chrétien» durante l’occupazione nazista in Francia ·

Nella Francia di oggi chiunque, e in particolare un cattolico, in un contesto così immerso nel mondo della comunicazione, difficilmente immagina e fa fatica a credere che all’inizio degli anni Quaranta non gli sarebbe stato facile procurarsi un testo del Papa. A maggior ragione quello dell’enciclica Mit Brennender Sorge con la quale nel 1937 Pio XI condannò il nazismo. Tutti i documenti pontifici erano passati minuziosamente al vaglio della censura, non solo in zona occupata ma addirittura nella zona libera, dove anche le onde della Radio Vaticana venivano sistematicamente disturbate. Queste misure facevano parte del lavoro di distruzione e di umiliazione guidato dal nazismo per incoraggiare invece un’equivoca «collaborazione all’ordine nuovo».

Copertina del fascicolo del 1941 ripubblicato dalla rivista «Témoignage chrétien»

Un inganno che ogni cristiano in Francia aveva il compito di denunciare. Questo fu lo storico appello lanciato da membri del clero e laici cattolici e protestanti in un piccolo fascicolo di una ventina di pagine diffuso nel novembre di 1941 a Lione, che diventò il primo numero dei «Cahiers du Témoignage Chrétien». Una testata, quella di «Témoignage Chrétien» che rimane oggi l’ultimo foglio, allora clandestino, ancora esistente, pur avendo attraversato diversi cambiamenti. Si tratta di un documento unico, intitolato France, prends garde de perdre ton âme («Francia, stai attenta a non perdere la tua anima»), il cui fac-simile è stato appena ripubblicato dalla rivista.
«Queste pagine hanno l’intento di aprire gli occhi di tutti i francesi ancora sensibili ai valori umani e cristiani sul carattere essenzialmente anti-cristiano del misticismo nazista, sui tentativi subdoli di diffusione e di persecuzione utilizzati dallo spirito hitleriano, sulla loro applicazione in Francia e sui risultati già conseguiti» spiegava il suo principale autore, il gesuita e filosofo Gaston Fessard.
In quell’autunno del 1941, i «Cahiers» incoraggiano i cristiani francesi a opporre «una resistenza spirituale al nazismo». Altrimenti, avvertiva padre Fessard con parole forti, basta poco per lasciarsi corrompere, ingannati dalle parole equivoche di collaborazione — per la verità “schiavitù” — e di adesione al nuovo ordine, che in realtà avrebbe rappresentato niente di meno che un riconoscimento del valore dei principi della concezione del mondo propria del nazismo.
«A prima vista, sembra impossibile che il misticismo nazista possa penetrare da noi per far fuori l’autentico cattolicesimo» spiega il principale animatore dei «Cahiers»; eppure «la penetrazione ha già iniziato il suo cammino con molta abilità e già alcuni cattolici — e non i meno influenti — offrono il loro contributo». Anche la Chiesa e i cristiani rischiano di collaborare all’instaurazione di questo “ordine nuovo”, con il «riconoscere il valore dei principi spirituali del nazional-socialismo e contribuire a farli regnare in Francia e in Europa». Dal momento in cui il cattolico si lascia ingannare e si lancia in questa direzione senza vedere dove conduce, si compromette e «comincia a perdere la sua anima».

In questi tempi di guerra, i cristiani di Francia devono comunque aspettarsi di essere «oggetto di calunnie, maldicenze, imprigionati e pronti a subire una sorte ancora più dura proporzionalmente al loro coraggio e alla fedeltà verso il Cristo» prosegue, visionario, Gaston Fessard. «Per noi, la decisione è presa» — proclama l’autore della rivista in un paragrafo evidenziato in grigio con l’intento di dare più peso alle sue parole — e «se il principale interesse dei tedeschi e dei loro seguaci è quello di consolidare e diffondere l’equivoco, la nostra missione in quanto francesi e cristiani è di contrastarlo; noi non cesseremo di opporci al trionfo dei principi nazisti, qualsiasi forma essi rivestano».

di Charles de Pechpeyrou 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE