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Non lacrime ma gioia

· Storia di un bambino con la sindrome di Down ·

Pubblichiamo una nostra traduzione di un articolo uscito il 5 novembre su «El País».
«Devo confessare che sapere che mio figlio può avere la sindrome di Down genera in me paura e una sorta di rifiuto».
«Il giorno in cui sei nato (…) ci siamo abbracciati piangendo, accettandoti così com’eri, ma in quel momento provavo un misto di sentimenti che offuscavano la gioia che il tuo arrivo nella vita si meritava. Sapendo quello che oggi so, grazie a te, se potessi rivivere quel giorno, non ci sarebbero lacrime, né paura, né angoscia, ma solo gioia di averti finalmente tra noi».

Il piccolo Jan

Tra queste due affermazioni ci sono sei anni, centocinquanta ore di registrazione, molti sorrisi, qualche lacrima, e soprattutto c’è Jan. È lui il protagonista del documentario La historia de Jan, uscito il 4 novembre in Spagna, un film con il quale i genitori, l’attrice Mónica Vic e il montatore e realizzatore Bernardo Moll, hanno scongiurato la paura da loro provata quando hanno saputo che il figlio era nato con un cromosoma in più.

«Jan è nato il 4 novembre del 2009 e il 14 dicembre, dopo che ci hanno confermato che aveva la sindrome di Down, ho iniziato a scrivere un blog (lahistoriadejan.com) su tutto quello che stavamo vivendo. È stato un momento molto duro, ero disorientato, allora ho pensato che esprimere i miei sentimenti, scriverli, mi avrebbe aiutato a superarlo. Giravo video continuamente per condividerli con la famiglia e le avventure di Jan piacevano a tutti, così ho comprato una videocamera più buona e nel 2010 ho iniziato a girare, consapevole di volerne fare un film», racconta Bernardo Moll, che ha trasformato la vita della sua famiglia nel suo primo lungometraggio. In precedenza aveva curato il montaggio di film come Un año en la luna, di Antonio María Gárate, e El amor se mueve, di Mercedes Afonso Padrón.

di Margot Molina

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26 febbraio 2018

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