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Non è un libro di ricette

· Le novità della «Evangelii gaudium» ·

Lo scopo della Evangelii gaudium di Papa Francesco è quello di invitare a «una nuova tappa evangelizzatrice» e di «indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni» (documento programmatico). Lo scrive Humberto Miguel Yáñez sottolineando che l’introduzione presenta i temi principali: la gioia dell’evangelizzazione, citando in primo luogo la esortazione apostolica Gaudete in domino e subito dopo la Evangelii nuntiandi, ambedue di Paolo vi, entrambe molto apprezzate dal Padre Bergoglio quando era Provinciale e dopo rettore del Collegio Máximo di San Miguel. Non si tratta, però, continua Yáñez, della mera ripetizione di temi ormai trattati per ricordarli, ma di una reinterpretazione e di un approfondimento per andare avanti, per progredire nell’autocomprensione della Chiesa come una Chiesa la cui identità è, appunto, l’evangelizzazione.

Sandro Chia,«Il buon pastore» (2011)

Tutto questo viene espresso con un linguaggio originale: una «Chiesa in uscita». Infatti, se la Chiesa non evangelizza, non è più Chiesa; se un cristiano non evangelizza, non è più cristiano: «Invito a una nuova tappa dell’evangelizzazione» (Evangelii gaudium, 287).

In che senso inizia una nuova tappa dell’evangelizzazione? Si chiede l'autore dell'articolo. Occorre ricordare che il documento è, allo stesso tempo, un frutto del magistero latinoamericano che, in sei conferenze generali tenutesi dalla sua creazione nel 1955, ha steso cinque documenti. Tra questi, sono soprattutto Puebla e Aparecida a essere alla base della proposta di Papa Francesco.

Questo magistero aveva assunto come metodo quello di «vedere-giudicare-agire» a contatto con le comunità, che venivano consultate prima del raduno dei vescovi. Costoro, dunque, partivano da un documento di lavoro che raccoglieva ciò che si rifletteva all’interno del popolo cristiano a diversi livelli: comunità, parrocchie, istituzioni educative e accademiche, conferenze episcopali. Il nostro documento è, dunque, il documento finale di un Sinodo di vescovi sulla nuova evangelizzazione: noi latinoamericani non dimentichiamo le parole che Giovanni Paolo ii disse a Puebla, quando chiese una evangelizzazione «nuova nelle sue forme, nei suoi metodi, nel suo ardore».

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21 agosto 2019

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