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Il diavolo non è solo questione da medioevo

· Combattere il male anche nel ventunesimo secolo ·

«Il diavolo c’è anche nel secolo ventunesimo. E non dobbiamo essere ingenui. Dobbiamo imparare dal Vangelo come fare la lotta contro di lui»: queste parole, pronunciate da Papa Francesco nell’omelia della messa mattutina celebrata nella cappella di Casa Santa Marta l’11 aprile 2014, dicono in maniera essenziale tre capisaldi del pensiero del Santo Padre in merito al diavolo. Anzitutto il demonio esiste; poi, il diavolo è all’opera, anche oggi, all’inizio del terzo millennio; quindi dobbiamo imparare come ingaggiare in maniera efficace la nostra lotta spirituale contro le potenze delle tenebre. 

Pieter Brueghel il Giovane   «Le tentazioni di sant’Antonio» (XVII secolo)

A chi pensasse che questi argomenti potevano andare bene per il medioevo, ma siano ormai totalmente superati nell’era del web, di facebook e di whatsapp, Papa Francesco risponde perentorio: «Non dobbiamo essere ingenui», perché il diavolo agisce anche nel secolo ventunesimo!
Jorge Mario Bergoglio, sia da arcivescovo sia da Pontefice, non si sofferma infatti particolarmente sugli argomenti che potrebbero addurre “prove” e ragioni a sostegno dell’esistenza del diavolo — magari per rispondere proprio a quei detrattori che obiettano che, essendo ormai giunti nel ventunesimo secolo, bisognerebbe tralasciare queste credenze “da medioevo” —, bensì preferisce concentrarsi sull’agire del demonio. Perché?
Perché è convinto che le conseguenze dell’azione satanica siano comunque sotto gli occhi di tutti — è infatti sufficiente osservare la spirale di odio e violenze che pare avvolgere sempre più il mondo contemporaneo per accorgersi che il male c’è — e che il passo necessario da compiere sia riconoscere chi sta dietro a questa esplosione di male. Solo così si potrà individuare la vera causa ultima del dolore, della sofferenza, dell’angoscia, del peccato che incatenano il cuore dell’uomo di oggi, cercando di offrirvi adeguata risposta.
Se dietro al male c’è il demonio, omicida e menzognero, occorre riconoscere in lui il nemico per eccellenza del genere umano, preparandosi a ingaggiare, ciascuno per la sua parte, una lotta spirituale quotidiana. Lotta che si rivela ben ardua, poiché — come ricorda san Paolo — «la nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti» (Lettera agli Efesini 6, 12).
È un combattimento difficile perché il Nemico si nasconde, non vuol farsi scoprire, si nasconde abilmente nelle pieghe della vita quotidiana, cercando di colpire le anime con le sue armi mortifere — furia omicida e seduzione menzognera — senza che queste se ne accorgano, ingannandole a poco a poco. Da qui i costanti richiami di Papa Francesco a vigilare, a non essere “ingenui”, a non lasciarsi sorprendere, bensì a vegliare nella preghiera e nel pieno e fiducioso abbandono nella Divina Misericordia.

Per imparare come lottare contro il diavolo, Papa Francesco fa soprattutto riferimento al vangelo, ricercando nell’insegnamento di Gesù ogni parola che possa illuminare le circostanze concrete e attuali in cui l’uomo contemporaneo è chiamato a sostenere il proprio combattimento spirituale.

di Diego Manetti

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22 marzo 2019

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