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Non è la via da seguire

· Leader religiosi britannici sull’Assisted Dying Bill ·

«Ogni vita umana ha un valore intrinseco e come tale questo deve essere affermato e amato. Questo rappresenta un principio fondamentale per le nostre leggi e le nostre relazioni sociali».

È quanto sostengono ventitré responsabili religiosi britannici — tra cui il primate della Comunione anglicana, Justin Welby, arcivescovo di Canterbury, il cardinale arcivescovo di Westminster, Vincent Gerard Nichols, e il rabbino capo delle congregazioni del Commonwealth, Ephraim Mirvis — in una dichiarazione comune diffusa alla vigilia del delicato passaggio parlamentare, venerdì 18, che segna l’inizio del dibattito, alla Camera dei Lord, sull’Assisted Dying Bill. Si tratta della proposta di legge del laburista Charles Falconer, che aprirebbe le porte alla «morte assistita» per tutti gli adulti ai quali sono stati diagnosticati meno di sei mesi di vita. Un provvedimento che se approvato — avevano dichiarato i leader religiosi già la scorsa settimana in un’audizione alla Camera dei Lord — «avrebbe un grave effetto negativo sul benessere degli individui e sulla natura e la forma della nostra società». La nuova dichiarazione entra adesso nel merito e sostiene con ancora maggiore convinzione: «Come rappresentanti delle comunità di fede, vogliamo affermare la nostra risposta comune alla Assisted Dying Bill di lord Falconer». Di qui la sottolineatura del «valore intrinseco» e intangibile di ogni vita umana, quale fondamento della società.

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24 agosto 2019

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