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​Non dimenticate i poveri

· ​In un messaggio al vertice di Davos il Papa ricorda che l’uomo deve governare lo sviluppo ·

«Dar vita a nuovi modelli imprenditoriali che, nel promuovere lo sviluppo di tecnologie avanzate, siano anche in grado di utilizzarle per creare un lavoro dignitoso per tutti, sostenere e consolidare i diritti sociali e proteggere l’ambiente». È quanto auspicato da Papa Francesco in un messaggio indirizzato ai partecipanti alla quarantaseiesima edizione del Forum economico mondiale, apertosi oggi, mercoledì 20 gennaio, a Davos-Klosters, in Svizzera, sul tema «Padroneggiare la quarta rivoluzione industriale».

Bambino in una discarica a Gauhati in India  (Ap)

Ribadendo che «l’uomo deve guidare lo sviluppo tecnologico, senza lasciarsi dominare da esso», il Pontefice ha rinnovato il suo appello a non dimenticare i poveri. «Questa è la sfida primaria — ha detto — che, come dirigenti nel mondo degli affari, avete dinanzi».

Con parole forti Francesco ha esortato a non permettere mai «che la cultura del benessere ci anestetizzi», anche perché «piangere davanti al dramma degli altri non significa solo partecipare alle loro sofferenze, ma anche, e soprattutto, rendersi conto che le nostre stesse azioni sono causa di ingiustizia e disuguaglianza». Da qui l’esortazione, mutuata dalla bolla d’indizione del giubileo Misericordiae vultus, ad «aprire gli occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità», ascoltando «il loro grido di aiuto».

Solo quanti si rendono conto di ciò, ha spiegato Francesco, diventano «più pienamente umani, dal momento che la responsabilità nei confronti dei nostri fratelli e sorelle è una parte essenziale della nostra comune umanità». Perciò non bisogna avere «paura di aprire le menti e i cuori ai poveri». Perché in tal modo si dà «completa libertà di azione ai talenti economici e tecnici» ed è possibile scoprire «la felicità di una vita piena, che il consumismo di per sé non può procurare».

Successivamente il Pontefice ha citato i «cambiamenti profondi ed epocali» in atto, richiamando i leader mondiali ad «assicurare che l’imminente “quarta rivoluzione industriale”, gli effetti della robotica e delle innovazioni scientifiche e tecnologiche non conducano alla distruzione della persona umana — ad essere rimpiazzata da una macchina senz’anima — o alla trasformazione del nostro pianeta in un giardino vuoto per il diletto di pochi scelti». Al contrario, «il momento presente offre una preziosa opportunità per dirigere e governare i processi in corso e per edificare società inclusive, basate sul rispetto della dignità umana, sulla tolleranza, sulla compassione e sulla misericordia». Ecco allora l’invito conclusivo «a riprendere nuovamente la conversazione su come costruire il futuro del pianeta, la “nostra casa comune”» con la richiesta «di fare uno sforzo congiunto al fine di perseguire uno sviluppo sostenibile ed integrale».

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25 agosto 2019

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