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Per non dimenticare

· Incontro sulla Shoah promosso dalla diocesi di Civitavecchia-Tarquinia presso la Cittadella di Semi di Pace ·

«Vogliamo tenere alta l’attenzione sulla tragedia della Shoah. Non possiamo dimenticare che milioni di persone sono state uccise per l’odio razzista». Per questa ragione, anche quest’anno, la Cittadella di Semi di Pace a Tarquinia ospita, nel pomeriggio di mercoledì 15 gennaio, un incontro per celebrare la trentunesima Giornata del dialogo tra cattolici ed ebrei. «Non possiamo e non dobbiamo dimenticare» dice all’Osservatore Romano Luca Bondi, presidente della onlus Semi di Pace. L’appuntamento, promosso dalla diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, sarà caratterizzato dalla presenza dell’associazione “Ricordiamo insieme” (discendenti di tedeschi ed ebrei che vogliono tenere viva la memoria della Shoah), insieme alla presentazione della “Bibbia dell’amicizia” (commento a brani della Torah fatto congiuntamente da ebrei e cristiani con la presentazione di Papa Francesco) e la riflessione sul Cantico dei Cantici del professor Marco Cassuto Morselli e di monsignor Rinaldo Copponi, vicario generale di Civitavecchia-Tarquinia.

Il Memoriale della Shoah alla Cittadella di Semi di Pace a Tarquinia

L’incontro precede la marcia della pace organizzata dai giovani che si terrà domenica 26 gennaio alle 15, nell’ambito della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio).

La scelta della Cittadella non è casuale. «Proprio nella nostra sede — ricorda Bondi — abbiamo inaugurato nel 2016 un Memoriale della Shoah che ospita un vagone merci del 1935, corrispondente ai carri ferroviari utilizzati per la deportazione nei lager nazisti, posizionato al centro di un percorso di siepi di alloro». Nel sentiero che si avvolge a spirale attorno al monumento è allestita la mostra permanente “La Shoah in Italia. Persecuzione e deportazioni (1938-1945)” diretta da Elisa Guida dell’Università degli Studi della Tuscia con la consulenza artistica di Edith Bruck, deportata da Satoraljaujhely ad Auschwitz il 23 maggio 1944 e autrice del libro Ti lascio dormire (La Nave di Teseo, 2019) dedicato al marito Nelo Risi.

L’esposizione, suddivisa in quaranta pannelli organizzati in sezioni tematiche, fornisce al visitatore gli elementi storici fondamentali per un primo approccio allo studio della Shoah. All’interno del carro ferroviario, la Parete dei Nomi ricorda gli oltre 8000 deportati dall’Italia e dai territori annessi tra il 1943 e il 1945. La mostra incomincia guardando al contesto europeo e alla presenza degli ebrei nell’Italia liberale; poi ferma l’attenzione sul regime fascista, sul razzismo e sull’antisemitismo. Quindi, sulla “persecuzione dei diritti” (1938-1943) e sulla “persecuzione delle vite” (1943-1945). Si tratta, in sostanza, di un segno tangibile della vicinanza della onlus alla tragedia del popolo ebraico. «Il nostro obiettivo — conclude il presidente di Semi di Pace — è quello di creare consapevolezza e solidarietà. Per questo motivo cerchiamo di coinvolgere gli studenti sensibilizzandoli su quanto sia pericoloso l’odio a sfondo razziale. Soprattutto in questo particolare momento storico nel quale rigurgiti di antisemitismo sempre più spesso si riaccendono in varie parti del mondo».

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18 febbraio 2020

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