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​Non ci sarà l’indagine russo-britannica

· L’Opac respinge la proposta del Cremlino sul caso della spia Skripal ·

La sede  dell’Opac a L’Aja (Epa)

Il Consiglio esecutivo dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), ha respinto la proposta presentata da Mosca di una nuova indagine congiunta britannico-russa sul caso dell’avvelenamento a Salisbury, un mese fa, dell’ex agente russo, che collaborava con l’intelligence britannica, Serghiei Skripal, e di sua figlia Iulia. Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto, dunque, che il fascicolo passi nelle mani di «esperti indipendenti» indicati dall’Opac e che la questione arrivi così al Consiglio di sicurezza dell’Onu. I voti a favore dell’iniziativa russa — rigettata a priori da Londra — sono stati sei e esattamente di Cina, Azerbaigian, Iran, Algeria, Sudan e Angola. I no sono stati 15 e gli astenuti 17. Da parte britannica, si è pronunciato il ministro degli esteri, Boris Johnson, che ha espresso parole di soddisfazione per la decisione presa dal consiglio dell’organismo internazionale più titolato a esprimersi in tema di armi chimiche che ha sede a L’Aja. Nella nota Johnson ha ribadito di ritenere «ridicola» la proposta della Russia e ha sottolineato di considerarla «mirata a minare il lavoro imparziale dell’agenzia internazionale sulle armi chimiche», a «oscurare la verità» e a «confondere l’opinione pubblica». Anche il delegato di Londra all’Opac, John Foggo, ha detto di considerare la richiesta avanzata da Mosca di partecipare agli accertamenti e di visionare le provette come «una tattica diversiva per spargere ancora disinformazione ed evadere le domande cui le autorità russe devono rispondere». Non solo: Foggo ha detto che la condizione posta dai russi di avere un loro rappresentante nella commissione d’inchiesta Opac rappresenta un segno di «disprezzo verso il segretariato tecnico». Da parte russa, il ministro degli esteri, Serghiei Lavrov, ha commentato la decisione dell’Opac dicendo che in ogni caso «la Gran Bretagna non potrà ignorare le legittime domande della Russia» sul caso Skripal. 

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19 marzo 2019

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