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Non cedere alla violenza

· Monito del cardinale Brenes sulla crisi in Nicaragua ·

Un dimostrante mostra il bossolo di un proiettile esploso negli scontri a Jinotepe (Reuters)

In questo momento drammatico per il Nicaragua non bisogna cedere alle provocazioni, ma lavorare per il dialogo e la pace. Questo il punto nodale del messaggio, pronunciato ieri, dal cardinale Leopoldo Brenes, arcivescovo di Managua, nel corso di una messa celebrata nella città di Jinotepe, la cui parrocchia è stata completamente distrutta dalle forze paramilitari che sostengono il governo lo scorso 9 luglio. Nel corso della messa Brenes ha ricordato «gli atti irrispettosi compiuti giorni fa dai sostenitori del governo» e chiesto ai fedeli «di non cedere alle provocazioni, di non rispondere al male». L’odio e la violenza «possono essere superati solo con l’amore che Cristo ci dà».

Il vescovo della diocesi di Jinotega, Carlos Enrique Herrera Gutiérrez, ha dichiarato che la conferenza episcopale nicaraguense ha inviato una lettera al presidente Daniel Ortega. In questo documento si chiede al presidente se vuole o meno che i vescovi vadano avanti nella loro mediazione nel dialogo tra governo e dimostranti. «È stato deciso di mandare una lettera a Ortega per essere chiari e sapere se egli vuole davvero che continuiamo come mediatori e testimoni» ha detto il presule. I vescovi — ha spiegato Herrera — «decideranno quale posizione prendere in merito al dialogo una volta ricevuta la risposta dal presidente del paese». Pochi giorni fa Ortega ha attaccato direttamente i vescovi, definendoli «golpisti». Ha inoltre respinto le richieste di elezioni anticipate e ha negato di avere responsabilità per le violenze.

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