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Non c’è tregua che tenga

· Nuovo cessate il fuoco violato dopo poche ore nella Striscia di Gaza ·

L’Onu parla di crimini di guerra da entrambe le parti

Poco è durata la tregua concordata ieri da Israele e Hamas nella Striscia di Gaza, su proposta di Stati Uniti e Onu. Scattata alle otto di questa mattina, due ore dopo è già stata infranta: otto palestinesi sono stati uccisi da un colpo di artiglieria israeliano. Nella notte i combattimenti si sono concentrati a Khan Younis facendo quattordici vittime, tra cui una donna e almeno due bambini. Cinque soldati israeliani sono stati uccisi al confine.

Una bambina a Gaza (Reuters)

In un comunicato congiunto Washington e il palazzo di Vetro avevano comunicato ieri di aver ricevuto assicurazioni da entrambe le parti che tanto i raid quanto i lanci di razzi sarebbero cessati, seppur temporaneamente. «Chiediamo di agire con moderazione e di rispettare pienamente gli impegni durante la tregua» si legge nel comunicato congiunto.

In precedenza erano proseguiti i bombardamenti e i raid israeliani contro presunte postazioni di Hamas, in un crescendo che ha fatto molti morti, soprattutto tra la popolazione civile. In uno degli ultimi attacchi prima dell’inizio della tregua erano stati uccisi 17 palestinesi. Dieci appartenevano a una stessa famiglia. Il numero dei palestinesi morti dall’inizio dell’offensiva israeliana è salito ad almeno 1.456, tra cui 324 bambini. Circa sessanta i morti israeliani. E intanto, oggi, i media israeliani riferiscono del possibile rapimento di un soldato israeliano. L’esercito si è limitato a parlare di «un disperso» in combattimento.

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