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Non c’è pace senza dialogo

· Il cardinale Brenes dopo la grande marcia a Managua ·

Il cardinale Brenes nella chiesa della Divina Misericordia a Managua (Reuters)

I vescovi nicaraguensi continueranno nella loro opera di mediazione tra governo e opposizione perché «se non abbiamo questa cultura del dialogo tutto diventa più difficile». Tuttavia «i toni della discussione devono essere abbassati». Questo il punto nodale del messaggio lanciato ieri dal cardinale Leopoldo Brenes, arcivescovo di Managua, durante la messa domenicale nella cattedrale della Divina Misericordia. «Con parole forti il dialogo ristagna. Dobbiamo abbassare i toni perché quando qualcuno urla, l'altro risponde; le tensioni si generano tra le parti e la violenza genera più violenza».

Nell'omelia Brenes ha ricordato che i vescovi hanno inviato di recente una lettera al presidente Danierl Ortega nella quale chiedono se il governo vuole ancora il loro aiuto nella mediazione del dialogo nazionale. Non c’è stata finora risposta. «Ci sono molte persone che ci dicono di non ritirarci, c'è un sostegno internazionale dalle conferenze episcopali, dai leader politici. Vogliamo mantenere viva questa fiamma; se non abbiamo quella cultura del dialogo, tutto diventa più difficile» ha aggiunto il cardinale.

Incontrando i giornalisti, sempre ieri, Brenes ha voluto ringraziare tutti i vescovi, i sacerdoti e i fedeli che nel mondo stanno pregando per il Nicaragua. «Desidero ringraziare, a nome di tutto il popolo cattolico del Nicaragua, i miei fratelli vescovi dell’America Latina e del Caribe, e ugualmente i miei fratelli vescovi degli Stati Uniti, Canada, Europa, e molte diocesi del mondo che la scorsa domenica e durante questa settimana hanno offerto le celebrazioni eucaristiche per noi, per il Nicaragua».

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