Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Non c’è pace
senza dialogo

· ​A trent’anni dall’incontro di Assisi ·

«Oggi più che mai abbiamo bisogno di pace, per questa guerra dappertutto nel mondo». Con queste parole, pronunciate durante l’Angelus, il Papa ha invitato i fedeli di tutto il pianeta a vivere l’incontro interreligioso di Assisi, a trent’anni dal primo storico appuntamento convocato da Giovanni Paolo ii, come «una giornata di preghiera per la pace». 

Parole importantissime che sottolineano un aspetto decisivo dell’attuale situazione internazionale: la necessità del dialogo tra le religioni come elemento fondamentale per la risoluzione dei conflitti.

Mai come oggi, infatti, possiamo affermare che non c’è pace senza dialogo. In questo delicatissimo tornante della storia, quando il fenomeno delle migrazioni viene troppo spesso combinato in modo confuso con il terrorismo internazionale, la ricerca del dialogo rappresenta una strada controcorrente doverosa, coraggiosa e necessaria. Occorre dirlo con chiarezza: la ricerca del dialogo, al contrario di chi soffia sul fuoco di un’opinione pubblica spaesata e impaurita, non è la resa di una civiltà stanca e pavida, ma è la posizione di forza di una cultura che non ha paura del confronto, che non teme di perdere la propria identità e non si nasconde dietro la costruzione di un muro.
Il grande muro di Calais è solo l’ultimo esempio di una serie di barriere, simbolicamente sovrastate dal filo spinato, che stanno sorgendo in tutta Europa. Muri che nascono dalla paura — di cui possiamo «comprendere le ragioni», come ha ricordato recentemente Francesco, ma che non dobbiamo in alcun modo alimentare — e dall’incapacità di fornire risposte concrete a quella che è la più grave crisi umanitaria dopo la seconda guerra mondiale. Muri che sostanzialmente non risolvono nulla e finiscono per legittimare solamente lo status quo: quello di una guerra combattuta a pezzi ovunque nel mondo.

di Gualtiero Bassetti

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE