Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Non c’è futuro
senza il rispetto degli accordi

· L’arcivescovo di Kinshasa auspica il ripristino della legalità ·

Kinshasa, 23. “La Repubblica Democratica del Congo si trova ormai senza alcuna istituzione legittima. È la prima volta che questo accade nel nostro Paese dall’indipendenza. Quindi, l’accordo del 31 dicembre è la sola strada per uscire della crisi”: è quanto ha affermato monsignor Marcel Utembi Tapa, arcivescovo di Kisangani e presidente della Conferenza episcopale della Repubblica Democratica del Congo (Cenco) nel suo discorso tenuto di fronte al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il presidente della Cenco è stato invitato a descrivere la situazione nella Rdc dal presidente del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Il mancato svolgimento delle elezioni presidenziali che dovevano tenersi nel dicembre del 2016 ha creato una grave crisi politica. I vescovi congolesi sono stati chiamati a mediare tra maggioranza e opposizione. Grazie ai loro sforzi, il 31 dicembre è stato raggiunto un accordo che prevede il mantenimento in carica del presidente uscente, Joseph Kabila, e la formazione di un governo di unità nazionale, il cui premier viene designato dall’opposizione, incaricato di portare il paese alle elezioni.
Sono insorte però delle difficoltà sulla modalità di attuazione dell’accordo. “Sfortunatamente - ha sottolineato monsignor Utembi Tapa - l’accordo specifico destinato ad assicurare l’attuazione delle intese fa fatica ad essere raggiunto. Mentre la popolazione attende con impazienza le elezioni, lo status quo politico dovuto all’intransigenza dei negoziatori su alcuni punti di divergenza rimanenti e gestito da manovre politiche, rischia di ritardare indefinitamente l’applicazione dell’accordo di San Silvestro”.

I vescovi – riferisce Fides - hanno annunciato che il prossimo 27 marzo si dovrà concludere la trattativa per l’attuazione delle intese di San Silvestro per dare alla Repubblica Democratica del Congo un governo di unità nazionale che prepari le elezioni politiche e presidenziali entro l’anno.
“La situazione della sicurezza, contrassegnata da scontri sanguinosi e da violazioni dei diritti umani – ha aggiunto l'arcivescovo di Kisangani - rimane preoccupante su una grande parte del territorio nazionale”. In numerose occasioni, il presule ha sottolineato che “non è normale che i negoziatori s’impantanino su questioni di divisioni del potere, dimenticando che la finalità principale dell’accordo consiste nell’organizzazione delle elezioni nei tempi stabiliti. È curioso e inammissibile vedere che i lavori per l’accordo particolare prendono più tempo dell’elaborazione e dell’approvazione dell’accordo propriamente detto. Maggioranza e opposizione – ha proseguito - si contendono i posti dei ministeri del governo di unità nazionale che, come previsto dagli accordi, dovrà organizzare le elezioni presidenziali entro il 2017.
La stessa opposizione è divisa al suo interno, perché – sottolinea una nota della Rete Pace per il Congo – “il Raggruppamento dell’Opposizione (Rassop) stenta a darsi una nuova direzione”.
Finora, il Rassop era praticamente coordinato da un unico organo, il comitato dei saggi, di cui il defunto Etienne Tshisekedi era presidente. Negli ultimi giorni, il Rassop ha riformulato la sua struttura interna, introducendo ben quattro organi di governo: la presidenza politica, il consiglio dei saggi, il coordinamento delle azioni e il consiglio disciplinare.
Un secondo passo è stato quello di designare Félix Tshisekedi e Pierre Lumbi, rispettivamente come presidente del raggruppamento dell’opposizione e presidente del consiglio dei saggi. Tuttavia, la loro nomina non è stata unanime e ha causato dissensi, seguiti da alcune espulsioni, ma anche da vari ripensamenti che hanno permesso di salvaguardare l’unità del raggruppamento stesso.

Ancora una volta l'arcivescovo di Kisangani ha lanciato un appello, nel quale chiede un impegno da parte di tutti per la pace nella Repubblica Democratica del Congo.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 gennaio 2018

NOTIZIE CORRELATE