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Non c’è Chiesa senza carità

· Il cardinale Parolin a Praga ricorda sant’Agnese di Boemia ·

Principessa di rara bellezza, rifiutò categoricamente più volte offerte di matrimonio regali per seguire le orme di Francesco e Chiara d’Assisi. 

È Agnese di Boemia che, nella prima metà del XII secolo, vendette tutti i suoi beni per fondare a Praga un ospedale per i poveri e i malati e un monastero per le cosiddette sorelle povere. «Pur essendo vissuta in un’epoca assai lontana dalla nostra», resta «una santa di grande attualità» e ci ha lasciato «una ricca eredità spirituale: la testimonianza viva del suo amore per il Signore, mediante il “servizio della carità” verso i poveri, i malati, i bisognosi». Il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha così inquadrato la figura di sant’Agnese, a venticinque anni dalla canonizzazione, nella messa celebrata a Praga nella cattedrale di San Vito la mattina di sabato 15 novembre.

Una testimonianza, quella di sant’Agnese, che si incastona perfettamente nella bimillenaria storia della Chiesa che è appunto, come diceva Paolo vi, «storia della carità». E in questa storia — ha sottolineato il segretario di Stato — «si inserisce la vita e l’attività della Chiesa cattolica nella Repubblica Ceca». In questo senso il porporato ha voluto anche «ricordare quanto Papa Francesco disse ai rappresentanti della Caritas internationalis nel maggio 2013: “Una Chiesa senza la carità non esiste”, aggiungendo che la carità è la carezza della Chiesa al suo popolo; la carezza della Madre Chiesa ai suoi figli; la tenerezza, la vicinanza».

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19 maggio 2019

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