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Non ci sono alternative all’ecumenismo

· A cinquant’anni dalla «Unitatis redintegratio» ·

Nel ricordare i cinquant’anni trascorsi dalla promulgazione del Decreto sull’ecumenismo, dobbiamo prendere atto del fatto che la geografia mondiale della cristianità si è profondamente trasformata e la situazione ecumenica è diventata molto più indecifrabile nel suo insieme e sicuramente non più semplice di prima. 

: Bernardino Palazzi, «Figure di religiosi» (1965)

Dobbiamo anche riconoscere con onestà che l’obiettivo del movimento ecumenico, ovvero il ristabilimento dell’unità della Chiesa, non è stato raggiunto e richiederà evidentemente molto più tempo di quanto si era immaginato all’epoca del concilio.

Questo pesante cambiamento non deve però essere un motivo di rassegnazione. Infatti, non esiste assolutamente alternativa all’ecumenismo: esso corrisponde alla volontà del Signore e alla sua preghiera sacerdotale per l’unità ed è essenziale per la credibilità della fede cristiana nel mondo di oggi. La rinnovata lettura del Decreto sull’ecumenismo è pertanto una proficua occasione per ridare vita alle sue convinzioni fondamentali e per promuovere ulteriormente il lavoro ecumenico, proprio grazie a quella presenza dello Spirito, di cui era convinto il concilio. Di fatti, se il concilio ha visto all’opera lo Spirito santo nel movimento ecumenico, noi daremmo prova di poca fede se non ci fidassimo di questo Spirito e se non credessimo che esso porterà a compimento, nei modi e nei tempi in cui vorrà, ciò che ha iniziato in maniera così promettente.

di Kurt Koch

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20 giugno 2019

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