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Non c’è accordo sulle colonie

· Tra Israele e l’amministrazione statunitense ·

«L’ingresso di Donald Trump (alla Casa Bianca) rappresenta una occasione storica, ma bisogna comprenderne i limiti. Sulle costruzioni (negli insediamenti ebraici) non c’è un accordo. Metteremo a punto un apparato per elaborare intese che finora non ci sono»: lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu, secondo «Haaretz», in un incontro a porte chiuse con i membri della lista parlamentare del Likud. «Le cose — ha aggiunto — non sono così semplici come pensate». 

Militare israeliano cerca di fermare un giovane colono durante una protesta in Cisgiordania (Ap)

Netanyahu ha poi confermato di aver respinto, durante la sua recente visita in Australia, la proposta di dislocare a Gaza forze internazionali nel contesto di accordi di pace. In merito, secondo «Haaretz», ha precisato che Israele ha maturato esperienze negative con gli osservatori europei dislocati al confine fra Gaza e il Sinai egiziano e con la forza multinazionale di osservatori nel Sinai. «Non accetteremo la continua aggressione israeliana a Gaza». È l’avvertimento lanciato da Hamas dopo i raid aerei israeliani che hanno causato quattro feriti a Gaza, in risposta al lancio di un razzo dalla Striscia. «Israele sarà pienamente responsabile per l’escalation nella Striscia e per l’aggressione contro civili e forze di resistenza, non accetteremo la creazione di un nuovo status quo», riferiscono i giornali israeliani citando una nota diffusa dal movimento islamista. I jet con la stella di Davide hanno colpito una base di Hamas a ovest del campo profughi di Nousseirat e due posti di osservazione della stessa organizzazione islamista a est di Khan Younes. In precedenza, all’alba un razzo lanciato da Gaza aveva colpito una zona disabitata nel sud di Isreale. A inizio di febbraio la stessa area era stata colpita da razzi sparati da elementi dell’Is presenti nel Sinai egiziano.

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