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Non c’è accordo
sulla Libia

· Mentre secondo l’Unicef 1800 bambini devono essere evacuati urgentemente ·

Mentre proseguono gli scontri alla periferia sud di Tripoli, dove ancora questa mattina si udivano ripetute esplosioni, è stallo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla crisi libica. A causa dei veti incrociati, ancora non c’è un’intesa sulla bozza di risoluzione per il cessate il fuoco presentata nei giorni scorsi dalla Gran Bretagna. Mentre Tripoli ieri ha affermato di non voler accettare la mediazione della Francia, accusata di avere forti legami con Haftar.

Il nodo che blocca il via libera alla risoluzione Onu è legato al fatto che alcuni paesi, come la Russia, chiedono che dal testo venga tolto ogni esplicito riferimento all’ autoproclamato Esercito nazionale libico di Khalifa Haftar, da considerare responsabile dell’inizio dell’escalation militare. Secondo altre fonti, anche gli Stati Uniti nel corso della seduta a porte chiuse del Consiglio di sicurezza non avrebbero dato il loro appoggio alla bozza di risoluzione della Gran Bretagna, pur non motivando la loro decisione. Nel documento, così come è scritto ora, si chiede ai paesi che possono avere un’influenza sulle parti in conflitto di garantire il rispetto di un’eventuale tregua e che gli aiuti umanitari raggiungano tutte le regioni del paese. L’ambasciatore della Germania all’Onu, Christoph Heusgen, attualmente presidente di turno del Consiglio di sicurezza, ha affermato di volere «una risoluzione forte con un Consiglio unito, con tutti che la sostengono, dove si dice chiaramente chi è responsabile e cosa deve essere fatto». «Abbiamo bisogno di questa risoluzione con urgenza, dobbiamo mandare questo messaggio molto forte alla popolazione che è disperata e quando si sente di razzi che cadono in quartieri civili abbiamo bisogno di una voce forte da New York», ha aggiunto Heusgen.

Intanto il numero dei morti dall’inizio del conflitto, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, è salito a 213, mentre secondo l’Unicef sono circa 1.800 i bambini che hanno urgente bisogno di essere evacuati dalle zone di combattimento. Altri 7.300 sarebbero già stati sfollati dalle loro case a causa delle violenze: nel complesso, sono circa 500.000 i bambini colpiti dagli effetti dello scontro militare nella Libia occidentale.

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14 novembre 2019

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