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Non basta informarsi

· ​A Fátima la visita del cardinale segretario di Stato ·

L’opzione della fede è necessaria per giungere alla perfetta conoscenza di Cristo. Lo ha ricordato il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin durante la messa celebrata giovedì mattina, 13 ottobre, nella cappellina delle apparizioni del santuario di Fátima.

Nell’omelia della celebrazione, che ha aperto la giornata conclusiva della sua visita in Portogallo, il porporato ha spiegato in cosa consista questa opzione di fede, invitando a riflettere sulla differenza tra informazione e conoscenza. Nel mondo occidentale, ha detto, «viviamo l’era dell’informazione, abbiamo canali televisivi, radiofonici, informatici che “passano informazioni” a tutte le ore. È come se fossimo invogliati ogni volta di più a “mangiare” notizia dopo notizia». La persona “modello” di questo terzo millennio globalizzato è la “persona informata” ha precisato il cardinale. In questo senso, la “persona informata” è l’esempio «del cittadino responsabile, del lavoratore attivo, dell’uomo e della donna all’altezza dei suoi diritti e dei suoi doveri».

In tale orizzonte, ha proseguito, si può pensare che «la nostra dedizione a Dio coincida con la quantità di informazioni che abbiamo su di lui e il suo Cristo». Ma non è così, ha avvertito. Gesù, infatti, non si è fermato a ciò che la gente pensava di lui, non è rimasto «a livello dell’informazione», ma ha posto una domanda: «E voi chi dite che io sia?» (Matteo 16, 15). Con questo interrogativo, ha spiegato il cardinale, Gesù chiede l’opzione della fede. Da un lato, dunque, c’è la persona informata che si preoccupa di «immagazzinare in se stessa la maggior quantità di informazioni, facendo di questo tesoro il metro per misurare se stessa, la società e il mondo». Dall’altro c’è la persona di fede che si preoccupa di «come uscire da se stessa e scommettere su Cristo, perché fa di lui il tesoro e il metro per misurare l’esistenza».

In questo senso, «la nostra vita di persona dedita a Dio» coincide «con l’atteggiamento e la risposta di Pietro nel Vangelo». Coincide «con l’uscire dal mondo dell’informazione per entrare nel mondo della conoscenza e dell’ascolto interiore, del discepolato». In pratica, il discepolo è qualcuno che «non teme né si vergogna di ascoltare e rispondere a Gesù. Così la persona dedita a Dio è quella che, interpellata da Cristo, dice “sì” a una vita di discepolo nella sua compagnia e sotto la sua guida».

Nel pomeriggio il porporato ha incontrato il primo ministro del Portogallo, António Costa, nel palazzo di São Bento, e successivamente è partito in volo per Madrid.

Il giorno precedente, al suo arrivo al santuario, il cardinale aveva salutato i pellegrini riuniti nella cappellina delle apparizioni. Nell’occasione aveva assicurato di essere a Fátima con il desiderio di incontrare il cuore di Cristo, un cuore «dalle porte aperte» come il cuore della Madre e il cuore della Chiesa. Poi all’omelia della messa serale — accompagnata dalla benedizione delle candele e della recita del rosario — il porporato ha sottolineato il coraggio di Maria ai piedi della croce. Ella, ha spiegato, si è «rifiutata di sottomettersi alle regole dei forti e dei potenti». In quel tempo, ha ricordato, i parenti e i conoscenti dei condannati alla crocifissione non potevano avvicinarsi a loro. Coraggiosamente Maria «rompe questa regola e in quel gesto trascina con sé Maria di Magdala e il discepolo amato».

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15 settembre 2019

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