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Non basta conoscere
bisogna amare

· Nel dialogo ebraico-cristiano ·

Sono davvero lieto che si pubblichi questa collana dedicata all’ebraismo e ai rapporti ebraicocristiani. Essa contribuirà alla scoperta dell’ebraismo da parte di molti cristiani. Costituirà anche un riferimento per gli studi sul cristianesimo da parte degli ebrei. Il primo titolo della collana è appunto destinato a farci conoscere l’ebraicità di Gesù e dei Vangeli.

Fino a qualche tempo fa non esistevano molti strumenti per questa mutua conoscenza. I rapporti tra le due comunità erano più spesso avvolti nella nebbia ed esposti in forma polemica. Anche il dialogo ha i suoi tempi! Dobbiamo riconoscere che, almeno per la maggioranza dei cristiani, non era chiaro il rapporto con le proprie radici e non v’era coscienza del grande patrimonio religioso comune ad ambedue le comunità. Il concilio Vaticano ii ha dato un impulso determinante a mettersi sulla via del dialogo. Da quel momento a oggi sono nati innumerevoli gruppi composti da seguaci di entrambe le fedi, che cercano di sviluppare la coscienza di questo grande tesoro comune. Il Vaticano ii ha anche ammonito che la Chiesa «deplora gli odi, le persecuzioni, le manifestazioni di antisemitismo dirette contro gli ebrei in ogni tempo e da chiunque» (Dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane, n. 4). Per questo viene respinta l’accusa di deicidio, in particolare quando si intende che tutti gli ebrei del tempo di Gesù siano responsabili della morte del Signore.

Carlo Maria Martini

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24 agosto 2019

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