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Non assuefarsi alla violenza

· Intervento del cardinale Sandri alla veglia di preghiera per la pace in Siria e Iraq promossa dalla diocesi di Roma ·

Una preghiera e una richiesta di perdono: non solo per la tragedia che si sta consumando in Siria e in Iraq, ma anche perché «forse ci siamo assuefatti a quanto sta accadendo». Così il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, ha sintetizzato lo spirito della veglia per la pace promossa dalla diocesi di Roma giovedì sera, 15 gennaio, nella chiesa parrocchiale della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo.

«Il cumulo di notizie e di immagini di attentati, distruzioni, uccisioni e rapimenti, i volti dei bambini, degli anziani e degli altri esuli accampati nelle chiese, nelle scuole o nei campi profughi — ha detto il porporato durante la celebrazione — ci ha forse spinto a dire, talvolta: ma potrà sul serio finire?». Sarebbe ancora più grave, ha sottolineato, «se, nonostante le mille dichiarazioni di intenti, ci fosse un tacito accordo di alcune forze perché il Medio oriente non possa essere più patria per i cristiani». O ancora peggio, che «il dramma debba continuare, perché su ogni dramma c’è chi guadagna, dal trafficante di armi, a quello di materie prime, fino al più bieco trafficante di persone umane, donne e bambini».

«In questa veglia, insieme al Santo Padre e a tutta la Chiesa di Roma e universale, agli altri fedeli cristiani — ha affermato il porporato — come Abramo di fronte all’agire di Dio vogliamo farci instancabili intercessori», così da unire «i nostri cuori e le nostre labbra con quanti sono in Siria e in Iraq, con particolare pensiero ai vescovi, ai sacerdoti e agli altri rapiti».

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11 dicembre 2019

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