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violenza a violenza

· L’intervento del cardinale Nichols al Global Summit to End Sexual Violence in Conflict di Londra ·

Londra, 14. No alle violenze sessuali durante i conflitti bellici. Lo ha ribadito il primate cattolico di Inghilterra e Galles, cardinale Vincent Gerard Nichols, arcivescovo di Westminster, intervenuto nei giorni scorsi al “Global Summit to End Sexual Violence in Conflict”, il grande evento internazionale svoltosi a Londra sulla violenza sessuale nelle zone di guerra. Secondo il porporato, sta prendendo corpo «la volontà internazionale di dire no a questo orribile crimine, ancora considerato, in alcuni Paesi, un dovere per i soldati durante un conflitto».

Al summit, hanno preso parte, tra gli altri, Sheikh Abdallah Bin Bayyah, esperto di diritto islamico, Bernard Ntahoturi, arcivescovo della Comunione anglicana del Burundi, mentre l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, ha inviato un video messaggio nel quale ha spiegato l’importanza delle comunità di fede nell’accoglienza e nella riabilitazione psicologica delle vittime delle violenze sessuali.
Citando una frase di Papa Francesco, il cardinale Nichols ha detto che la violenza sessuale «è una ferita profonda nel corpo dell’umanità» e che il fatto che sia antica quanto gli uomini è motivo di «vergogna continua».

Secondo il porporato, l’incontro, che ha riunito rappresentanti di 123 Paesi, è il primo vero successo nella lotta contro le violenze sessuali durante i conflitti perché si sta cominciando a dire «basta, non deve succedere più», mettendo a punto strumenti giuridici internazionali che serviranno a perseguire i colpevoli e a punirli, cambiando quella mentalità sbagliata che, fino ad oggi, ha fatto sì che le vittime si nascondano per la vergogna della violenza subita. «M’impegno a lavorare con voi per ottenere questi obbiettivi», ha aggiunto il cardinale Nichols congratulandosi con il ministro degli esteri britannico, William Hague, per il successo dell’iniziativa, nata dopo due anni di campagna internazionale di sensibilizzazione.

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