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​Nomine femminili in Egitto

«La situazione resta difficile in Egitto, ma i segni di speranza per la rinascita della società locale non vanno ignorati»: così Wael Farouq, docente di arabo al Cairo, intervenendo a Milano a un convegno dedicato alla valenza ecumenica della dottrina sociale della Chiesa. Come esempi, Farouq ha ricordato due recenti elezioni: quella della dottoressa cristiana Mona Mina, uno dei volti più noti di piazza Tahrir, alla guida del sindacato dei medici egiziani, e quella della copta ortodossa Hala Shukrallah alla presidenza del Partito della Costituzione. Cinquantanove anni, sociologa, Shukrallah — che nel 2006 prese parte alla fondazione del Movimento degli egiziani contro la discriminazione — succede al premio Nobel Mohamed ElBaradei che, nell’aprile 2012, aveva fondato il Partito della Costituzione nel tentativo di superare la contrapposizione tra formazioni politiche religiose e laiche. Interessante che nelle sue prime dichiarazioni, Shukrallah abbia detto di non apprezzare l’insistenza con cui i media richiamano il suo essere la prima donna e la prima copta alla guida di un partito in Egitto. A suo avviso, infatti, questo tipo di presentazione induce a fermarsi alle etichette, invece di confrontarsi davvero «con i contenuti di ciò che si dice». 

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14 ottobre 2019

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