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Nodi
sul cammino

· ​Il dialogo teologico fra le Chiese cattolica e ortodossa ·

Il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, portato avanti dalla Commissione mista internazionale, fin dalla sua istituzione è stato concepito non tanto come un forum puramente accademico ma come riflessione condivisa di pastori e teologi delle due Chiese su alcuni temi teologici essenziali nella prospettiva del futuro ristabilimento della piena comunione fra cattolici e ortodossi. A motivo della natura prettamente ecclesiale della commissione, è ben comprensibile che il cammino del dialogo sia condizionato dagli eventi vissuti da ciascuna Chiesa.

L’arcangelo Gabriele in un’antica icona

In tal senso, il dialogo teologico è stato incoraggiato e sostenuto dai tanti e significativi incontri fra cattolici e ortodossi che hanno avuto luogo nel 2018. Tra gli eventi più rilevanti occorre ricordare innanzitutto la giornata di preghiera e di riflessione sulla pace in Medio oriente, tenutasi il 7 luglio a Bari, con la partecipazione di Papa Francesco e dei patriarchi e dei capi delle Chiese del Medio oriente. Per le Chiese ortodosse erano presenti il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, il patriarca greco ortodosso di Alessandria Teodoro II e rappresentanti del patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme, del patriarcato di Mosca e della Chiesa di Cipro. Vanno menzionate inoltre le visite a Papa Francesco del patriarca ecumenico Bartolomeo I (23-26 maggio) e del metropolita delle Terre ceche e della Slovacchia Rastislav (9-12 maggio). Infine, sono stati rinnovati il tradizionale scambio di delegazioni tra la Santa Sede e il patriarcato ecumenico in occasione delle feste dei santi patroni (rispettivamente il 29 giugno a Roma e il 30 novembre a Istanbul), la commemorazione dell’incontro tra Papa Francesco e il patriarca di Mosca Kirill (il 12 febbraio a Vienna), le collaborazioni culturali e lo scambio di studenti con il patriarcato di Mosca e la Chiesa di Grecia.

D’altro canto, nella seconda metà dell’anno da poco concluso, si è presentata una sfida per il dialogo teologico a causa dell’acuirsi delle tensioni fra il patriarcato ecumenico e il patriarcato di Mosca, per la questione dell’ortodossia in Ucraina. Le iniziative intraprese dal patriarcato ecumenico in vista della concessione dell’autocefalia alla Chiesa ortodossa ucraina hanno suscitato la forte reazione del patriarcato di Mosca, che considera l’Ucraina suo territorio canonico e vede, quindi, le iniziative del patriarcato ecumenico come ingerenze non canoniche nei propri affari interni. Nonostante la posizione di assoluta neutralità della Chiesa cattolica sulla questione dell’autocefalia ucraina, è gravida di conseguenze potenzialmente negative sul lavoro della Commissione mista internazionale la decisione del Santo sinodo del patriarcato di Mosca presa il 14 settembre, in seguito alla nomina del patriarcato ecumenico di due esarchi per l’Ucraina, secondo la quale, tra le altre cose, si vieta la partecipazione di rappresentanti del patriarcato di Mosca a tutte le commissioni presiedute da un vescovo del patriarcato ecumenico.

In questo contesto, fatto di luci e di ombre, dal 13 al 19 novembre si è tenuta presso il monastero di Bose la riunione del Comitato di coordinamento della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa. Alla riunione, copresieduta dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, e dall’arcivescovo Job di Telmessos, rappresentante del patriarcato ecumenico presso il Consiglio ecumenico delle Chiese, hanno partecipato dieci membri cattolici e nove membri ortodossi in rappresentanza di diverse Chiese. A causa della sopramenzionata decisione sinodale, non hanno partecipato i rappresentanti del patriarcato di Mosca.

Non è la prima volta che i rappresentanti russi non partecipano a una riunione della Commissione mista internazionale per reazioni a iniziative del patriarcato ecumenico. Qualcosa di simile era successo in occasione della sessione plenaria della commissione tenutasi a Ravenna nel 2007, quando i rappresentanti del patriarcato di Mosca avevano abbandonato i lavori a causa della partecipazione di una delegazione della Chiesa ortodossa di Estonia, riconosciuta dal patriarcato ecumenico.

di Andrea Palmieri
Sotto-segretario del Pontificio consiglio 
per la promozione dell’unità dei cristiani

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19 novembre 2019

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