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Sciogliere i nodi della paura e dell’oppressione

· L’appello del Papa per la legalità durante la messa del Corpus Domini a Ostia e all’Angelus la richiesta di porre fine alle violenze in Nicaragua ·

Un appello affinché a Ostia siano «abbattuti i muri dell’indifferenza e dell’omertà, divelte le inferriate dei soprusi e delle prepotenze, aperte le vie della giustizia, del decoro e della legalità», è stato lanciato dal Papa nel tardo pomeriggio di domenica 3 giugno, durante la messa celebrata nella cittadina del litorale romano. 

Il vescovo di Roma vi si è recato per ripetere a cinquant’anni di distanza il gesto del predecessore Paolo VI in occasione della solennità del Corpus Domini del 1968. Francesco ha presieduto l’Eucaristia sulla piazza antistante la chiesa parrocchiale di Santa Monica, al termine della quale per le strade del quartiere si è snodata la processione del Santissimo Sacramento conclusasi nel piazzale vicino alla chiesa di Nostra Signora di Bonaria, dove il Pontefice ha impartito la benedizione eucaristica. «L’ampio lido di questa città richiama alla bellezza di aprirsi — ha spiegato il Papa all’omelia — e prendere il largo nella vita». Ma, ha subito avvertito, «per far questo occorre sciogliere quei nodi che ci legano agli ormeggi della paura e dell’oppressione». E ciò è possibile, ha chiarito, grazie all’Eucaristia che «invita a lasciarsi trasportare dall’onda di Gesù, a non rimanere zavorrati sulla spiaggia in attesa che qualcosa arrivi, ma a salpare liberi, coraggiosi, uniti».

Commentando le letture proclamate durante la liturgia il Pontefice si è soffermato sull’immagine di Gesù che «ci prepara un posto quaggiù, perché l’Eucaristia è il cuore pulsante della Chiesa, la genera e la rigenera, la raduna e le dà forza», ma al contempo «ci prepara anche un posto lassù, nell’eternità, perché è il Pane del cielo». Per questo, ha proseguito Francesco, «l’Eucaristia è la “prenotazione” del paradiso». Inoltre, ha aggiunto, «nell’ostia consacrata, oltre al posto, Gesù ci prepara il cibo, il nutrimento». E questo perché «nella vita abbiamo continuamente bisogno di nutrirci, e non solo di alimenti, ma anche di progetti e affetti, di desideri e speranze. Abbiamo fame di essere amati. Ma i complimenti più graditi, i regali più belli e le tecnologie più avanzate non bastano, non ci saziano mai del tutto». Mentre al contrario, ha fatto notare il Papa, «l’Eucaristia è un alimento semplice, come il pane, ma è l’unico che sazia, perché non c’è amore più grande».

Il significato della festa del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo era stato approfondito dal Papa anche in mattinata, durante l’Angelus di mezzogiorno con i fedeli presenti in piazza San Pietro, al termine del quale Francesco aveva pregato per la fine delle violenze e la ripresa del dialogo in Nicaragua.

L’Angelus 

L’omelia a Ostia

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19 settembre 2019

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