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No a ingerenze
nelle scelte della Chiesa

· I vescovi filippini sulla legge antidiscriminazione presentata nei giorni scorsi al Congresso ·

Una proposta di legge presentata al Congresso di Manila contro le discriminazioni ha suscitato la reazione, allarmata, dei vescovi filippini. Il timore è che la misura possa limitare la libertà della Chiesa sancita dalla Costituzione su questioni come i matrimoni omosessuali e in materie di sua esclusiva competenza, come la selezione dei candidati al sacerdozio e alla vita religiosa.

La sede della Conferenza episcopale delle Filippine a Manila

«La Chiesa — ha dichiarato a Cbcpnews monsignor Socrates B. Villegas, arcivescovo di Lingayen-Dagupan e presidente della Conferenza episcopale — difende il suo diritto esclusivo di stabilire i propri criteri di selezione, compreso quindi quello di escludere candidati al sacerdozio e alla vita consacrata anche sulla base del sesso e dei loro orientamenti sessuali se ritiene che questi possano essere un ostacolo alla fedeltà loro richiesta dalla Chiesa. Alla luce delle parole di Papa Francesco durante il suo recente viaggio apostolico nelle Filippine sulla “colonizzazione ideologica” messa in atto con il tentativo di imporre la cultura del gender — ha aggiunto monsignor Villegas — la Conferenza episcopale si sta chiedendo se il provvedimento proposto non sia il frutto dell’importazione nel Paese di valori e modelli comportamentali in voga in Occidente».

È il caso dei matrimoni omosessuali, che si vogliono equiparare a quelli tra un uomo e una donna. «Finché si tratta di evitare che le persone con orientamenti omosessuali e problemi di identità sessuale vengano relegate a cittadini di categoria inferiore — ha precisato il presule — la Conferenza episcopale non può che dare il sostegno». Ma il provvedimento in discussione è di altro tenore e rischia di avere effetti diversi da quelli dichiarati.

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09 dicembre 2019

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