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​No all’isolamento carcerario

· ​Obama presenta i contenuti della riforma penitenziaria ·

Alleggerite le misure restrittive per i minori

«In America crediamo nella redenzione. Crediamo nelle parole di Papa Francesco, che “ogni essere umano sia dotato di una dignità inalienabile, e che la società possa beneficiare della riabilitazione di coloro che sono condannati per dei crimini”. 

Il presidente degli Stati Uniti (Ansa)

Crediamo che quando qualcuno commette errori, merita comunque la possibilità di rifarsi una vita». Con queste parole — contenute in un articolo comparso ieri sul «Washington Post» — il presidente statunitense, Barack Obama, ha spiegato i fondamenti della riforma penitenziaria, imperniata sull’abolizione del regime di isolamento per i minori e per i responsabili di reati di lieve entità. Ma anche sull’aumento del tempo che i detenuti in isolamento possono spendere fuori delle loro celle e sull’espansione del trattamento medico per i prigionieri mentalmente malati. In base al progetto, nessun recluso potrà restare in isolamento per un primo reato per oltre sessanta giorni, contro l’attuale massimo di un anno. L’intervento interesserà circa diecimila carcerati. Obama spera che la riforma diventi non solo «un modello di riforma per i penitenziari statali e locali» in tutto il mondo, ma anche il primo passo di un più ampio sforzo bipartisan per una riforma della giustizia, tra gli ultimi traguardi della sua presidenza.

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23 novembre 2019

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