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No all'indifferenza davanti agli affamati

· Appello del Pontefice per le popolazioni del Corno d’Africa colpite da una grave carestia ·

Non si può restare indifferenti davanti alla tragedia che sconvolge in questi giorni i Paesi del Corno d’Africa, in particolare la Somalia: è il Vangelo che lo vieta. Lo ha detto il Papa nella riflessione proposta domenica 31 luglio durante la recita dell’Angelus a Castel Gandolfo.

Cari fratelli e sorelle!

Il Vangelo di questa domenica descrive il miracolo della moltiplicazione dei pani, che Gesù compie per una moltitudine di persone che lo hanno seguito per ascoltarlo ed essere guariti da varie malattie (cfr. Mt 14, 14). Sul far della sera, i discepoli suggeriscono a Gesù di congedare la folla, perché possa andare a rifocillarsi. Ma il Signore ha in mente qualcos’altro: «Voi stessi date loro da mangiare» ( Mt 14, 16). Essi, però, non hanno «altro che cinque pani e due pesci». Gesù allora compie un gesto che fa pensare al sacramento dell’Eucaristia: «Alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla» ( Mt 14, 19). Il miracolo consiste nella condivisione fraterna di pochi pani che, affidati alla potenza di Dio, non solo bastano per tutti, ma addirittura avanzano, fino a riempire dodici ceste. Il Signore sollecita i discepoli affinché siano loro a distribuire il pane per la moltitudine; in questo modo li istruisce e li prepara alla futura missione apostolica: dovranno infatti portare a tutti il nutrimento della Parola di vita e del Sacramento.

In questo segno prodigioso si intrecciano l’incarnazione di Dio e l’opera della redenzione. Gesù, infatti, « scende » dalla barca per incontrare gli uomini (cfr. Mt 14, 14). San Massimo il Confessore afferma che il Verbo di Dio «si degnò, per amore nostro, di farsi presente nella carne, derivata da noi e conforme a noi tranne che nel peccato, e di esporci l’insegnamento con parole ed esempi a noi convenienti» ( Ambiguum 33: PG 91, 1285 C). Il Signore ci offre qui un esempio eloquente della sua compassione verso la gente. Viene da pensare ai tanti fratelli e sorelle che in questi giorni, nel Corno d’Africa, patiscono le drammatiche conseguenze della carestia, aggravate dalla guerra e dalla mancanza di solide istituzioni. Cristo è attento al bisogno materiale, ma vuole dare di più, perché l’uomo è sempre «affamato di qualcosa di più, ha bisogno di qualcosa di più» ( Gesù di Nazaret , Milano 2007, 311). Nel pane di Cristo è presente l’amore di Dio; nell’incontro con Lui «ci nutriamo, per così dire, dello stesso Dio vivente, mangiamo davvero il “pane dal cielo”» ( ibid. ).

Cari amici, «nell’Eucaristia Gesù fa di noi testimoni della compassione di Dio per ogni fratello e sorella. Nasce così intorno al Mistero eucaristico il servizio della carità nei confronti del prossimo» (Esort. ap. postsin. Sacramentum caritatis , 88). Ce lo testimonia anche Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, di cui oggi la Chiesa fa memoria. Ignazio scelse, infatti, di vivere «ricercando Dio in tutte le cose, amando Lui in tutte le creature» (cfr. Costituzioni della Compagnia di Gesù , III, 1, 26). Affidiamo alla Vergine Maria la nostra preghiera, perché apra il nostro cuore alla compassione verso il prossimo e alla condivisione fraterna.

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