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No alla violenza
in nome della religione

· ​Messaggio del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso per il mese del Ramadan ·

“Nessuno può uccidere. Nessuno può uccidere in nome di Dio; questo sarebbe un doppio crimine: contro Dio e contro la persona stessa”. E' quanto riafferma il messaggio che il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso ha indirizzato alla comunità musulmana in occasione del mese del ramadan (‘Id al-Fitr 1436 h. / 2015 a.d.).

Nel testo, firmato dal cardinale presidente Jean-Louis Tauran e dal segretario, il comboniano Miguel Ángel Ayuso Guixot, si ricorda che “comunità etniche e religiose in numerosi Paesi del mondo hanno patito sofferenze enormi ed ingiuste: l’assassinio di alcuni dei loro membri, la distruzione del loro patrimonio culturale e religioso, emigrazione forzata dalle loro case e città, molestie e stupro delle loro donne, schiavizzazione di alcuni dei loro membri, tratta di esseri umani, commercio di organi, e persino la vendita di cadaveri!

Siamo tutti consapevoli della gravità di questi crimini in se stessi. Tuttavia, ciò che li rende ancora più odiosi è il tentativo di giustificarli in nome della religione. Si tratta di una chiara manifestazione della strumentalizzazione della religione per ottenere potere e ricchezza”.

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17 agosto 2019

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