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No alla religione
strumento di violenza

· ​La solidarietà del Wcc ai familiari delle vittime degli ultimi attentati terroristici ·

Preoccupazione, dolore e solidarietà sono stati espressi dalla segreteria generale del World Council of Churches (Consiglio ecumenico delle Chiese) ai familiari delle vittime degli ultimi terribili attentati terroristici avvenuti venerdì scorso in Tunisia (in un villaggio turistico a Sousse) e in una moschea di Kuwait City, a seguito dei quali sono morte settanta persone, mentre oltre duecento sono rimaste gravemente ferite.

«Sono profondamente scioccato e addolorato — si legge nella dichiarazione firmata da Georges Lemopoulos — per quanto avvenuto in Kuwait e in Tunisia. Sono vicino a quanti hanno perso i propri familiari e a coloro che sono rimasti feriti a seguito di questi atti terribili, che hanno funestato il ramadan, il mese sacro per i musulmani in tutto il mondo». Secondo il Wcc, l’obiettivo degli attentatori (presunti appartenenti allo Stato islamico) è quello di promuovere «disordini estesi e turbolenze, fomentando discordie e scontri tra persone di diverse religioni, etnie e tradizioni. Tutto questo — si legge ancora nella dichiarazione — provoca la conseguente distruzione di mezzi di sussistenza, del tessuto sociale di intere comunità». Il World Council of Churches ha incoraggiato tutte le persone di buona volontà a stringersi assieme attraverso la solidarietà e a rifiutare con fermezza il male «e le perversioni della religione, molto spesso utilizzate come strumento di violenza, piuttosto che come agente di pace e di riconciliazione fra i popoli». In questi giorni, in tutte le Chiese membro dell’organismo ecumenico, le comunità religiose sono state sollecitate a pregare per le vittime del terrorismo e per tutti i cristiani che nel mondo soffrono, nel silenzio di molti, a causa delle violenze e delle persecuzioni.

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26 gennaio 2020

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