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Ninna nanna

Dio mio che dormi debole tra le mie braccia,

Bambino mio tutto caldo sul mio cuore che batte,

Adoro nelle mie mani e cullo sorpresa,

La meraviglia che Tu, oh Dio, mi hai donato.

Oh Dio mio, io non avevo figli.

Vergine come sono, in questo umile stato,

Quale gioia in fiore da me sarebbe nata?

Ma Tu, Onnipotente, me l’hai donata.

Cosa Ti darò in cambio, io che ho ricevuto

La tua grazia? Oh Dio, sorrido dolcemente

Perché avevo anch’io, piccola e limitata,

Avevo una grazia e Te l’ho donata.

Oh Dio mio, Tu non avevi un bocca

Per parlare agli uomini sperduti quaggiù…

La tua bocca di latte rivolta verso il mio seno,

Oh figlio mio, sono io che te l’ho donata.

Oh Dio mio, Tu non avevi una mano

Per guarire con un dito i loro poveri corpi stanchi…

La tua mano, bocciolo chiuso, rosa ancor incerto,

Oh figlio mio, sono io che te l’ho donata.

Oh Dio mio, Tu non avevi un corpo

Per spezzare con loro il pane quotidiano…

Il tuo corpo a primavera da me plasmato,

Oh figlio mio, sono io che te l’ho donato.

Oh Dio mio, tu non avevi la morte

Per salvare il mondo… Quanto dolore! Laggiù,

La tua morte d’uomo, una sera, nera, abbandonata,

Piccolo mio, sono io che te l’ho donata.

«Le canzoni e le ore»: Il Rosario delle gioie, 1931; ristampato da Gallimard nel 1983.

Marie Noël


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