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​Nigeriani in fuga

· ​Oltre un milione di sfollati per le violenze di Boko Haram ·

Donne e bambini principali vittime del conflitto

Le violenze di Boko Haram nel nord-est della Nigeria hanno provocato circa un milione di sfollati, mentre più di 135.000 persone hanno cercato rifugio in Camerun, Ciad e Niger. 

Lo rende noto l’Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, sottolineando che sono proprio i bambini, insieme con le donne, a subire le conseguenze più dure: perdono le loro case, non vanno più a scuola e rischiano le loro vite. «La situazione è peggiorata nelle ultime settimane, diventando una crisi umanitaria molto più grave» ha detto ieri Manuel Fontaine, direttore dell’Unicef per l’Africa occidentale e centrale.

I recenti attacchi di Boko Haram a Baga, sulla sponda nigeriana del lago Ciad, hanno infatti provocato una nuova ondata di rifugiati nei Paesi vicini, la maggior parte appunto donne e bambini, allargando la crisi. In Ciad, dall’inizio del mese, sono arrivate oltre novemila persone, tra profughi nigeriani e ciadiani rimpatriati. Più di cento bambini sono arrivati senza genitori o persone che si prendano cura di loro. In Niger c’è stato un forte aumento del numero di profughi nella regione di Diffa, dove donne e bambini costituiscono il settanta per cento dei centomila rifugiati nigeriani. In Camerun, i bambini sono invece il sessanta per cento dei venticinquemila rifugiati nigeriani che vivono al campo di Minawao, dove un recente controllo ha rilevato un tasso allarmante di malnutrizione. Proprio il Camerun è da mesi obiettivo di sempre più frequenti incursioni di Boko Haram, nell’ultima delle quali, tre giorni fa, sono state rapite ottanta persone, compresi cinquanta bambini.

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07 dicembre 2019

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