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Nigeria sull’orlo del caos

· ​Dopo il rinvio del voto per le presidenziali e le legislative a causa delle violenze ·

Di fronte a un seggio a Gombi (Afp)

Il comitato elettorale nazionale indipendente della Nigeria ha annunciato un rinvio del voto di una settimana, a poche ore dall’apertura dei seggi per le elezioni presidenziali e politiche che si sarebbero dovute tenere oggi, sabato 16 febbraio. Secondo il capo del comitato, Mahmood Yakubu, «non c’erano le condizioni per procedere con le elezioni come previsto» a causa di problemi organizzativi e logistici. Le presidenziali e le elezioni per rinnovare l’assemblea nazionale (camera e senato) si terranno quindi il prossimo sabato 23 febbraio, mentre le elezioni per i governatori e altre istituzioni federali si terranno il 9 marzo. A pesare sulla decisione sono state le recenti violenze. Almeno 66 persone, tra le quali 22 bambini e 12 donne, sono state uccise ieri da un gruppo di uomini armati nello stato di Kaduna. Lo ha reso noto il portavoce del governatore, Samuel Aruwan. Alcuni residenti citati dall’agenzia Reuters dicono che all’origine delle violenze vi sarebbero stati scontri tra agricoltori e pastori. Tuttavia, indagini per chiarire la dinamica dei fatti sono ancora in corso. La decisione di rinviare le elezioni è stata duramente criticata dai due principali partiti politici nigeriani: il Congresso di Tutti i Progressisti, attualmente forza di governo, e il Partito Democratico Popolare. I loro principali esponenti si sono accusati a vicenda di volere condizionare le elezioni e di volerne manipolare i risultati. Ora si temono possibili scoppi di violenza nella capitale e nelle maggiori città. Yakubu e il resto del comitato non hanno però fornito molti dettagli sulla decisione di rinviare le elezioni. In un comunicato si parla della «necessità di mantenere libero il voto» e «proteggere la qualità del processo elettorale», , ma non vengono fornite informazioni chiare su cosa abbia determinato la scelta del rinvio. Nelle ultime settimane erano comunque state segnalate carenze organizzative, con la mancanza di schede elettorali sufficienti in alcuni dei 36 stati che formano la federazione nigeriana.

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