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Nigeria in ostaggio dei jihadisti

· Attentato di Boko Haram in un mercato ·

Ha provocato dieci morti, secondo quanto comunicato dalle autorità locali — ma secondo altre fonti sarebbero almeno il doppio — e una trentina di feriti l’ennesimo attentato terroristico sferrato ieri da Boko Haram nel nord-est della Nigeria, la regione da cinque anni principale teatro delle violenze del gruppo jihadista. 

Soccorsi a una donna ferita nell’attacco (Afp)

In questo caso la strage è stata compiuta in un mercato di Gombi, nello Stato dell’Adamawa, da un attentatore suicida appena adolescente. Un funzionario dell’agenzia nazionale per le emergenze, Malam Abdulkadir Ibrahim, citato dall’agenzia di stampa Dpa, aveva parlato di due attentatori, ma tutte le successive testimonianze concordano sul fatto che ad agire sia stata una sola persona. La dinamica dell’attentato, ricostruita dagli inquirenti sulla base delle testimonianze degli scampati al massacro, rivela una strategia mai usata in precedenza nella feroce azione di Boko Haram. L’attentatore indossava infatti abiti femminili e aveva l’esplosivo celato sulla schiena con delle sciarpe, in modo da simulare che trasportasse un bambino, nel modo tradizionalmente usato dalle donne di molte regioni africane. Poche ore prima si era appreso che il medesimo schema era stato seguito mercoledì scorso nel simultaneo attacco di cinque attentatori in un mercato di Chibok, nello Stato del Borno, quello dove Boko Haram si è costituito, ha commesso la maggior parte dei suoi crimini e mantiene tuttora le sue principali roccaforti. Anche a Chibok, infatti, autori della strage erano stati cinque giovani vestiti da donna, che celavano l’esplosivo sotto l’hijab, il mantello che copre l’intera persona, lasciando scoperto solo il viso.

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15 novembre 2019

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