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Niente più scuola per i bambini migranti

· L’amministrazione Usa intende risparmiare sulle lezioni ai minori in custodia ·

Bimbo migrante all’ufficio Onu a Tapachula, in Messico (Ap)

L’amministrazione di Donald Trump spinge per sospendere i programmi educativi e ricreativi per i bambini migranti in custodia delle autorità statunitensi. La denuncia è dell’Agenzia che si occupa di bambini migranti, Office of Refugee Resettlement (Orr), che ha chiesto al Congresso altri 2,88 miliardi di dollari per aumentare la propria capacità di accoglienza assicurando istruzione ai minori. Evelyn Stauffer, portavoce dell’agenzia che fa capo al Dipartimento di salute e servizi umani (Hhs), ha affermato che l’afflusso di bambini che attraversano il confine senza un genitore o un tutore legale sta richiedendo uno sforzo eccezionale per l’agenzia e ha spiegato che, in mancanza di ulteriori risorse, l’Orr, che ha già ridimensionato alcuni servizi, dovrà cancellare interi programmi. La fornitura di attività ricreative ed educative, come lezioni di lingua inglese e sport, sono richieste da un accordo legale di lunga data, noto come l’accordo Flores, che stabilisce le condizioni in base alle quali i bambini migranti possono essere trattenuti. «Se questa amministrazione procede nel negare l’educazione, la ricreazione e altri non specificati servizi non essenziali, sarà in flagrante violazione dell’accordo di Flores e dovrà affrontare azioni legali immediate», ha detto Neha Desai, responsabile per le questioni dell’immigrazione presso il Centro nazionale per il rispetto della legge sui minori. Intanto le autorità messicane ieri hanno avviato un’operazione volta a bloccare una carovana di circa 1000 migranti provenienti dal Guatemala, entrati in Messico all’alba con l’obiettivo di raggiungere la frontiera degli Stati Uniti. Nelle stesse ore era in programma un incontro a Washington per discutere appunto di migranti e dei dazi sulle importazioni messicane annunciati dal presidente Trump.

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22 agosto 2019

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