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Finché c’è guerra
non c’è sviluppo

· Il cardinale Turkson in Sud Sudan porta un messaggio di Papa Francesco ·

Un «pressante appello» a porre fine alle violenze in Sud Sudan, assicurare gli aiuti umanitari e promuovere la pace è contenuto nel messaggio inviato da Papa Francesco alla diocesi di Juba. 

Il testo, a firma del segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, è stato letto domenica mattina, 23 marzo, dal cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, che ha presieduto la messa nella cattedrale di Santa Teresa a Juba, a conclusione di cinque giorni di visita nel Paese, sconvolto da una guerra che, sottolinea il Pontefice nel messaggio, «è costata la vita a persone innocenti», provocando divisioni e causando «povertà, fame, malattie, morte».

«Senza pace non può esserci sviluppo» scrive il Papa nel messaggio indirizzato all’arcivescovo di Juba, monsignor Paulino Lukudu Loro. «Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questa realtà» sottolinea ancora il Pontefice riferendosi in particolare alla drammatica situazione di sfollati e rifugiati costretti all’esilio, in condizioni «abiette per la loro dignità», considerati non più persone bensì «statistiche senza nome». Da qui l’appello affinché tutte le parti in causa, con il supporto della comunità internazionale, pongano fine alle violenze, assicurino «l’accesso agli aiuti umanitari per i bisognosi» e cerchino «senza sosta soluzioni pacifiche, per far prevalere il bene comune sugli interessi particolari». 

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