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Nient’altro
che schiavi

· La tragedia dei migranti nepalesi ·

Se ci fosse una classifica delle città più trendy al mondo Dubai rientrerebbe a buon diritto nella top delle prime 5 della lista. La cosa non dovrebbe sorprendere nessuno, visto che viviamo in un mondo che si dice globalizzato a partire da qualche decennio, ma che tale era nei fatti già all’inizio del secolo scorso. Nei tanti cantieri dell’aeroporto di Dubai troviamo lavoratori stranieri: indiani, nepalesi in primis. 

Tutti lavoratori con contratti a tempo determinato. Chi li aveva preceduti negli anni passati nella costruzione del nuovo terminal era più volte sceso in sciopero per via della pessime condizioni di lavoro: gli straordinari non pagati, il lavoro senza pause sotto un caldo micidiale, la mancanza di sistemi di sicurezza adeguati. L’ultimo sciopero di massa risale al 2007 e ha visto 4000 scioperanti arrestati. La maggior parte fu rilasciata dopo qualche giorno, eccetto gli stranieri: loro, indiani e nepalesi soprattutto, furono immediatamente deportati. Dopo quell’esperienza, all’aeroporto di Dubai nessuno pensa più di ribellarsi. Ci sono duemila nepalesi che ogni giorno lasciano il loro paese in cerca di lavoro. Se la maggior parte di questi sono diretti in India, che è certamente il paese a loro geograficamente più congeniale, molti decidono di partire per gli Emirati Arabi. In cambio, moltissime famiglie del Nepal ricevono rimesse dai loro familiari all’estero. Quei soldi sembrano un’ottima contropartita a prima vista, ma tutto ciò ha un costo elevatissimo sia per i lavoratori stessi che per la società nepalese. moltissime sono le donne che vengono ingaggiate per un lavoro specifico e poi una volta giunte sul posto di lavoro viene loro data tutt’altra mansione da svolgere, ovviamente molto meno attraente di quella promessa. Sono tantissimi i casi di donne che vengono così ingannate con l’esca di lavori ben remunerati in grosse catene alberghiere, ma finiscono poi per diventare migranti prive di documenti in balia dei loro datori di lavoro. Nei primi mesi del 2015, il quotidiano «Times of India» ha riferito che le ragazze nepalesi vittime di traffico verso gli Emirati Arabi Uniti erano migliaia. La migrazione di cui sono vittime i nepalesi oggi è per molti versi solo una forma moderna di schiavitù.

di Cristian Martini Grimaldi

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09 dicembre 2019

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