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In Nicaragua
passi avanti per il dialogo

· ​Governo e opposizioni hanno chiesto la presenza dei vescovi ·

La Conferenza episcopale del Nicaragua è stata formalmente invitata a partecipare al dialogo fra il governo del presidente Daniel Ortega e l’Alleanza civica e democratica che riunisce diversi settori della società civile del paese. Secondo quanto affermato dal vescovo di Esteli, monsignor Abelardo Mata, citato dal quotidiano «El Nuevo Diario», l’arcivescovo di Managua, cardinale Leopoldo Brenes, ha ricevuto la visita di rappresentanti delle due parti, che gli hanno consegnato le loro rispettive lettere formali di invito al dialogo lanciato lo scorso 27 febbraio da Ortega. Il cardinale Brenes ha convocato una riunione straordinaria dei vescovi venerdì prossimo per discutere la questione. La notizia arriva dopo che lunedì scorso la stessa Conferenza episcopale aveva fatto sapere di non aver ricevuto alcun invito formale dalle parti, e di non essere in grado quindi di partecipare ai negoziati fra governo e opposizioni. Secondo un comunicato dell’Alleanza Civica e democratica, l’iniziativa di dialogo — arrivata alla sua quinta sessione — ha segnato ieri qualche progresso nella definizione delle regole in base alle quali dovrà svolgersi la trattativa stessa. Nel comunicato si legge che sono stati fatti passi avanti «negli accordi che hanno a che fare con la procedura della negoziazione» e che restano ora da definire i partecipanti alla stessa, «nodo centrale della roadmap». Una volta superata la fase di definizione in modo preciso delle regole e delle procedure del dialogo — che l’Alleanza Civica e democratica si è impegnata a rendere pubbliche — si procederà a lavorare sui temi di fondo, che comunque dovrebbero riguardare «la liberazione e la sicurezza per i prigionieri politici; il ristabilimento delle libertà, diritti e garanzie costituzionali; riforme elettorali che garantiscano elezioni libere e trasparenti». Inoltre si chiede giustizia per le persone rimaste vittime della repressione che ha fatto seguito alle recenti proteste, e che ha provocato oltre 350 morti.

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10 dicembre 2019

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