Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Netanyahu in Russia
ribadisce la linea dura con l’Iran

· Mosca conferma la collaborazione fra i due paesi in ambito militare ·

Un momento dell’incontro di Sochi (Ansa)

Israele non tollererà «la minaccia» dell’Iran, che tenta di «usare il territorio siriano» per «dispiegare missili lì» e aggredire lo Stato ebraico. A ribadirlo, ieri sera, è stato il premier Benjamin Netanyahu, in visita in Russia, a Sochi, dove ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin. Una missione particolarmente importante, in vista delle prossime elezioni per il rinnovo della Knesset e dopo le ultime dichiarazioni del capo del governo israeliano circa la sua intenzione di annettere parte della Cisgiordania. Da Mosca, e non poteva essere altrimenti, non è arrivato alcun endorsement a Netanyahu, impegnato in campagna elettorale. Anzi, dalla capitale russa nelle ultime ore è arrivata una critica decisa a dichiarazioni che sono state viste come possibile causa di nuove tensioni nella regione, tanto da attirarsi anche la condanna dei paesi arabo-islamici, dell’Onu e dell’Ue. I rapporti rimangono tuttavia positivi, secondo quanto ha ribadito anche il ministro degli Esteri del Cremlino, Sergej Lavrov, che alla fine del vertice di Sochi, durato circa tre ore, ha fatto sapere che Russia e Israele hanno concordato di «continuare e intensificare il dialogo nella sfera militare». «Per quanto riguarda i temi internazionali — ha affermato Lavrov — ci siamo concentrati sulla situazione in Medio oriente e in Africa settentrionale prestando particolare attenzione alla Siria. Il premier israeliano ha parlato dettagliatamente della preoccupazione di Israele sulla sua sicurezza. Abbiamo concordato di continuare e intensificare il dialogo». Le forze armate dei due paesi collaborano già per evitare incidenti in Siria, dove Teheran e i miliziani di Hezbollah sostengono il regime di Assad e preoccupano Israele. In questi anni i jet israeliani hanno compiuto diversi raid contro obiettivi iraniani in territorio siriano, ma Mosca, che pure è alleata di Damasco, non è intervenuta. Putin ha detto che sarà ospite in Israele il prossimo 27 gennaio in occasione del Giorno della memoria, ma non si è sbilanciato sul voto: si è limitato ad augurarsi che le elezioni della Knesset siano vinte da «politici responsabili» pronti a proseguire «sul sentiero dello sviluppo delle relazioni tra Russia e Israele».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE