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Netanyahu pronto
ad annettere
parte della Cisgiordania

· In caso di vittoria nelle elezioni legislative in Israele ·

Il primo ministro israeliano spiega la sua strategia di annessione in caso di rielezione (Afp)

In caso di riconferma nelle elezioni legislative che si terranno il 17 settembre, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annunciato che Israele annetterà gran parte degli insediamenti ebraici in Cisgiordania. La mossa, ha dichiarato il premier in una conferenza stampa, consentirebbe allo Stato ebraico di avere «confini sicuri e permanenti» per la prima volta nella sua storia. Se gli elettori gli daranno di nuovo il mandato, Netanyahu avvierà come primo passo l’annessione della Valle del Giordano e della sponda nord del Mar Morto. «Questo — ha spiegato — deve essere il confine orientale di Israele». Assieme alla Alture del Golan (la cui sovranità israeliana è stata riconosciuta da Trump, ma non dalla comunità internazionale) «quella parte sarà la nostra cintura di sicurezza», ha precisato. «Un muro difensivo orientale che garantisce che mai più torneremo a essere uno Stato con una profondità di pochi chilometri», ha aggiunto, riferendosi alla situazione precedente alla guerra del 1967.

Il secondo passo, ha continuato Netanyahu, sarà l’annessione degli insediamenti ebraici in Cisgiordania, che avverrà con il pieno coordinamento degli Stati Uniti e dopo la diffusione dell’annunciato piano di pace da parte di Trump. Netanyahu ha sostenuto che per Israele è il momento di cogliere quella che ha definito «un’opportunità unica e irripetibile». Si tratta, ha detto, di una possibilità che Israele non aveva «dalla Guerra dei sei Giorni», e che difficilmente potrà riavere nei prossimi 50 anni. «Datemi il potere per garantire la sicurezza di Israele. Datemi il potere per determinare i confini di Israele», ha affermato. Il premier ha poi mostrato su una cartina geografica in dettaglio le zone che sarebbero interessate dall’annessione: da Beit Shean al nord scendendo per la cosiddetta “pista Allon” fino a Ein Gedi, sul Mar Morto, escludendo Gerico che resterebbe all’Autonomia nazionale palestinese.

L’annuncio del premier — che giovedì incontrerà il presidente russo Putin, a Sochi — ha provocato dure reazioni. «Se a Netanyahu sarà consentito di attuare i suoi piani di annessione, verrà seppellita ogni speranza di pace tra israeliani e palestinesi», ha scritto su Twitter il segretario dell’Olp, Saeb Erekat, secondo cui gli israeliani e la comunità internazionale «devono fermare questa follia». Poco prima, il premier palestinese, Mohammad Shtayyeh, aveva avvertito: «La terra di Palestina non fa parte della campagna elettorale di Netanyahu». «Il premier israeliano — ha accusato — è il principale distruttore del processo di pace, e qualsiasi sua follia si rifletterà negativamente su di lui a livello locale e internazionale».

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