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Netanyahu alla Casa Bianca

· Per incontrare il presidente Donald Trump ·

La Casa Bianca non sosterrà a oltranza la soluzione dei due stati, ma farà di tutto affinché israeliani e palestinesi raggiungano un accordo il prima possibile. A dichiararlo è stato un funzionario dell’amministrazione statunitense, rimasto anonimo, alla vigilia dell’incontro oggi tra il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e il presidente Donald Trump. «Una soluzione dei due stati che non porti alla pace è un obiettivo che nessuno vuole raggiungere» ha spiegato il funzionario. «L’obiettivo è la pace, che arrivi sotto la forma dei due stati o nel modo in cui vogliono le due parti» ha aggiunto. 

nsediamenti ebraici in Cisgiordania (Ansa)

Parole rilanciate dai media internazionali, e che non hanno mancato di suscitare numerose polemiche. L’organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) ha parlato di «cambiamento della posizione degli Stati Uniti» sul conflitto e ha parlato di una «situazione senza senso». Secondo un membro del comitato esecutivo dell’Olp, Hanan Ashrawi, si tratta di una «politica irresponsabile che non giova alla causa della pace». Gli statunitensi «non possono soltanto dire questo senza proporre un’alternativa». Il principio di una soluzione del contenzioso tra israeliani e palestinesi che comporti la costituzione di due stati autonomi che possano convivere in sicurezza è stato ribadito più volte dalle Nazioni Unite e da tutti i principali protagonisti diplomatici. Lo stato dei colloqui e le possibilità di rilanciare il processo di pace con i palestinesi sarà al centro del confronto tra Netanyahu e Trump. I due leader — dicono fonti di stampa — condividerebbero un approccio comune basato su un maggiore coinvolgimento dei paesi arabi: non solo Egitto e Giordania, ma anche i paesi del Golfo. Un ruolo determinante sarà quello di Jared Kushner, genero del presidente americano, a cui quest’ultimo ha dato le chiavi dei negoziati, nominandolo inviato speciale.

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26 febbraio 2018

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