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Nessuno
venga escluso

· ​Priorità del nuovo presidente dell’episcopato argentino ·

 «Lavorare affinché nessuno venga escluso» e «contribuire come pastori al dialogo fra i cittadini»: sono le priorità che caratterizzerano la nuova conduzione della Conferenza episcopale argentina. A illustrare le linee-guida, durante un incontro con i giornalisti, il vescovo di San Isidro, Óscar Vicente Ojea, eletto giorni fa presidente dall’assemblea plenaria riunitasi a Pilar. Con lui, nella commissione esecutiva, ci saranno, come vicepresidenti, il cardinale arcivescovo di Buenos Aires, Mario Aurelio Poli, e il vescovo di La Rioja, Marcelo Daniel Colombo, e come segretario generale il vescovo di Chascomús, Carlos Humberto Malfa.
«Come in ogni rinnovamento, la conversione pastorale che stiamo avviando verso una Chiesa più missionaria, più semplice, potrebbe essere a volte lenta o generare resistenze, ma noi vescovi ribadiamo l’impegno di rispondere a questa chiamata di Francesco», ha detto monsignor Ojea, spiegando che la Laudato si’ «non è solo un’enciclica sull’ambiente ma una cultura del prendersi cura della vita di tutti. Che nessuno venga escluso è la meta che ci poniamo come pastori. Il nostro ruolo è questo, non siamo dei tecnici né dei politici, e da lì vogliamo contribuire al dialogo, insieme al popolo, insieme ai nostri fratelli poveri». Il debito sociale «è enorme» e l’obiettivo della “povertà zero” deve unire nello sforzo non solo il governo ma tutti gli argentini, ha sottolineato il presule, precisando che la prima Giornata mondiale dei poveri, che si celebrerà domenica 19 novembre, «non è una colletta ma la ricerca di un incontro, gratuito, con i fratelli più poveri che si avvicinano spesso e dai quali possiamo imparare molto». Al riguardo il cardinale Poli ha ricordato, citando il messaggio del Papa, che «tutti questi poveri appartengono alla Chiesa per “diritto evangelico”» e che l’obiettivo della giornata è di «trascorrere una domenica insieme».

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23 novembre 2017

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