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si cura dei rohingya

· ​In Myanmar un piano per la demolizione di edifici religiosi ·

Migliaia di edifici, tra cui dodici moschee e trentacinque madrasse, appartenenti a una delle minoranze etniche più perseguitate nel mondo, i rohingya, potrebbero essere presto demoliti. La proposta è stata lanciata dal governo del Myanmar che ha reso pubblico un piano che prevede l’abbattimento di molti edifici.

I rohingya sono un gruppo etnico di fede musulmana che, pur vivendo da quasi un secolo nello stato birmano di Rakhine, al confine con il Bangladesh, a oggi non è riconosciuto come una delle 135 etnie ufficiali del Myanmar. Non godono del diritto di cittadinanza, e rimangono in una condizione di apolidia nella loro terra.
La discriminazione nei loro riguardi è peggiorata a partire dal 2012 quando i rakhine — la comunità buddista più numerosa nell’omonimo stato — hanno incendiato interi villaggi e ucciso centinaia di rohingya. In migliaia tentano viaggi disperati nella speranza di raggiungere i paesi confinanti, molti altri vivono in campi profughi, privati dell’accesso alle cure mediche e all’istruzione. Senza documenti, non possono viaggiare liberamente o sposarsi, non hanno diritto alla proprietà privata, e non sono stati autorizzati a votare alle recenti elezioni del paese.
L’ordine governativo — riferisce riforma.it — confermato in una conferenza stampa svoltasi nei giorni scorsi, dispone che vengano abbattuti più di tremila edifici nello stato di Rakhine, tra cui moschee e madrasse (scuole) nelle città di Maungdaw e Buthidaung, dove la maggioranza della popolazione è di fede musulmana.

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15 settembre 2019

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