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ha più diritti dell’altro

· ​Sull’arca della fratellanza tra le religioni ·

Nell’ambito del tradizionale Festino di santa Rosalia, che si conclude la sera di lunedì 15 con la processione nelle strade cittadine, l’arcivescovo di Palermo ha incontrato i rappresentanti delle religioni e delle confessioni cristiane ai quali ha rivolto il discorso che pubblichiamo quasi per intero.

Il saluto che vi rivolgo — chiamandovi “sorelle”, chiamandovi “fratelli” — è per me anzitutto un simbolo. Non si tratta infatti in primo luogo del saluto liturgico del vescovo, ma dell’esplicitazione del suo senso più profondo, quello che Papa Francesco ha evocato nello storico discorso di Abu Dhabi (4 febbraio 2019): siamo parte della stessa famiglia, ci apparteniamo reciprocamente. Perché l’umanità che ci accomuna non è una categoria filosofica o un dato puramente biologico. Essa rimanda nel profondo alla radice del nostro essere, alla dignità dell’essere di ogni donna, di ogni uomo. Immersi nel dinamismo del creato, siamo figli della vita e della terra, siamo legati da un’origine a cui non ci possiamo sottrarre e che ci connette a un centro reale e inesprimibile, nel quale, insieme a ogni creatura, siamo ricchi del nostro «essere alla vita» (Eugenio Mazzarella) e siamo “poveri” della nostra dipendenza, del nostro bisogno originario dell’altro. “Ricchi” del desiderio prepotente di vivere; “poveri” — ed è una povertà benedetta — dell’impossibilità di esprimerlo e di dargli forma da soli.

Questo mondo, nel suo progetto originario, ci appare per fortuna refrattario agli imperatori e ai dominatori, a quelli che pensano di farcela da soli. Illusi, che non capiscono il senso del simbolo, del symbolon: il coccio che ognuno di noi porta in dote per comporre il vaso della vita. Per questo noi ci sentiamo famiglia. Che non significa comunità simbiotica. La nostra comunanza non è una banale, avventata, violenta omogeneità. Essere familiari equivale al sapere essere diversi, assieme, al saper portare insieme (al “con-sopportare”, avrebbero detto gli scrittori ispirati del Nuovo Testamento) la diversità.

di Corrado Lorefice

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12 novembre 2019

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