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Nessuno escluso

· Alle Nazioni Unite il Papa indica come priorità la salvaguardia dell’ambiente e la protezione di deboli e poveri ·

Salvaguardia dell’ambiente e lotta all’esclusione: sono le due priorità indicate venerdì 25 da Francesco dalla tribuna mondiale delle Nazioni Unite. Due ambiti che egli considera «intimamente uniti tra loro», trasformati «in parti fragili della realtà» dalle «relazioni politiche ed economiche preponderanti». Perciò, ha auspicato, «è necessario affermare con forza i loro diritti, consolidando la protezione dell’ambiente e ponendo termine all’esclusione».

Durante la visita compiuta al mattino al Palazzo di vetro di New York il Pontefice ha definito le iniziative dell’Onu «luci che contrastano l’oscurità del disordine causato dalle ambizioni incontrollate e dagli egoismi collettivi». Pur dicendosi «certo che sono ancora molti i gravi problemi non risolti», ha fatto notare «che se fosse mancata tutta questa attività internazionale, l’umanità avrebbe potuto non sopravvivere all’uso incontrollato delle sue stesse potenzialità». Da qui l’omaggio a quanti «hanno servito con lealtà e sacrificio l’intera umanità in questi settanta anni», e l’auspicio di una riforma degli organismi esecutivi e finanziari per evitare abusi ai danni dei Paesi in via di sviluppo.

Successivamente il Papa si è recato a pregare al memoriale di Ground Zero. Un luogo di morte, lo ha definito, «che si trasforma in un luogo di vita, di vite salvate». Un luogo che simboleggia la volontà di rinascita di un intero popolo, unito al di là delle differenti fedi. E ai leader delle varie religioni professate negli Stati Uniti, che si sono uniti a lui, ha chiesto di essere «profeti di riconciliazione».

Nel pomeriggio la visita a una scuola di Harlem che accoglie figli di immigrati. Ai bambini ha detto «che non è sempre facile doversi spostare e trovare una nuova casa, trovare nuovi vicini, amici. Però bisogna cominciare. Il bello è che incontriamo persone che ci aprono le porte e ci mostrano la loro tenerezza, la loro amicizia, la loro comprensione, e cercano di aiutarci perché non ci sentiamo estranei, stranieri». Infine l’ultima giornata newyorkese si è chiusa con la messa al Madison Square Garden.

Nella mattina di sabato 26 Francesco ha raggiunto Philadelphia, tappa conclusiva del viaggio. In Pennsylvania oltre a incontrare la comunità locale, presiede le celebrazioni conclusive dell’ottavo incontro mondiale delle famiglie.

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19 maggio 2019

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