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Nessuna tregua
per il Ghouta orientale

· Mosca blocca la risoluzione Onu mentre sale a quattrocento il numero di civili uccisi nei bombardamenti ·

Non c’è l’accordo all’Onu, per l’opposizione della Russia, su un cessate il fuoco in Siria, mentre è arrivato a 400 il numero di civili morti sotto i bombardamenti nel Ghouta orientale. Tra questi figurano 95 bambini. 

Dibattito al Consiglio di sicurezza Onu sulla Siria (Reuters)

Mosca ha respinto la prima bozza di documento, presentata da Kuwait e Svezia con l’appoggio degli Stati Uniti, che prevedeva una tregua di 30 giorni e l’accesso agli aiuti umanitari. «Quello di cui abbiamo bisogno non sono simboli, non sono decisioni prese tanto per essere prese, ma misure calibrate con quelle che sono le condizioni sul terreno»: così l’ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, Vassily Nebenzia, ha spiegato la presa di posizione di Mosca. Da domenica si sono intensificati i raid dell’esercito siriano, che considera l’area una roccaforte dei miliziani ribelli. Sin dall’inizio della giornata di ieri, il ministro degli esteri di Mosca, Serghei Lavrov, in visita nella capitale della Serbia, aveva rilasciato dichiarazioni molto critiche a proposito della bozza di risoluzione all’esame al Palazzo di Vetro. In particolare aveva affermato di temere che il vero obiettivo dei paesi occidentali fosse la destituzione del presidente Bashar Al Assad. Da quando è scoppiato il conflitto in Siria, sette anni fa, già nove volte la Russia ha posto il veto al Consiglio di sicurezza per bloccare risoluzioni proposte. Secondon Lavrov, la Russia può votare solo una risoluzione che escluda dal cessate il fuoco i miliziani del sedicente stato islamico (Is), di Al Qaeda e Jabhat al-Nusra, ma anche del gruppo Hayat Tahrir Al Sham, alleato di Al Qaeda e presente nel Ghouta orientale. Secondo Lavrov vanno esclusi anche i gruppi ribelli del sobborgo di Damasco che Mosca ritiene cooperino con Hayat Tahrir Al Sham e attacchino le aree limitrofe in mano ai lealisti. Il riferimento è ad attacchi ad alcuni quartieri di Damasco che da domenica hanno provocato 16 morti nella capitale.

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18 ottobre 2019

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