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Nessuna svolta
sulla crisi ucraina

· Divergenze confermate dopo il colloquio parigino tra Kerry e Lavrov ·

Parigi, 31. «Non accetteremo un cammino in cui il legittimo Governo dell’Ucraina non sia al tavolo. Il principio è chiaro: nessuna decisione sull’Ucraina senza l’Ucraina». E’ quanto ha detto John Kerry in una conferenza stampa la notte scorsa a Parigi al termine del “franco” colloquio di cinque ore con Serghiei Lavrov durante il quale Stati Uniti e Russia non hanno raggiunto una svolta nella crisi. «Entrambi abbiamo avanzato proposte su come ottenerla e io farò ritorno a Washington per consultarmi con il presidente Obama riguardo alle sue decisioni», ha detto il segretario di Stato americano, sottolineando comunque che il ministro degli Esteri russo ha ribadito l’impegno di Mosca a trovare una soluzione diplomatica, anche se non ha accettato di muovere le truppe dal confine con l’Ucraina».

Il concetto è stato ribadito anche dal ministro degli Esteri russo: «Abbiamo espresso diverse posizioni riguardo alle cause della crisi, ma comunque abbiamo convenuto sulla necessità di trovare terreno comune per raggiungere una soluzione diplomatica».

Il lungo colloquio tra i due ministri si è svolto nell’ambasciata russa a Parigi per dare continuità al dialogo avviato da Putin e Obama durante una telefonata avvenuta venerdì scorso. Gli Stati Uniti hanno avanzato diverse proposte per far calare la tensione, proposte che comprendono, oltre all’accennato ritiro delle forze russe dal confine, l’invio di osservatori internazionale in Ucraina per tutelare i diritti delle minoranza e la promozione del dialogo diretto tra Mosca e Kiev. La Russia ha dal canto suo dichiarato che l’Ucraina dovrebbe inserire l’ordinamento federale nella sua costituzione e la scegliere la neutralità. Il Governo ucraino ha già respinto quest’ipotesi perché «rappesenterebbe la disintegrazione dello Stato».

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